BOB NOORDA (1927-2010) RICORDO DI UN GENIO GRAFICO


HA FATTO CONOSCERE AL MONDO CENTINAIA DI AZIENDE MILANESI

BOB NOORDA DESIGNE...Luogo: MILANO data: 20050315 p.s. la foto è utilizzabile nel rispetto del contesto in cui è stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate - BOB NOORDA - fotografo: FOTOGRAMMA

BOB NOORDA DESIGNER (FOTO: FOTOGRAMMA)

Cinque anni fa moriva a Milano Bob Noorda, una delle firme mitiche della grafica italiana. Arrivò a Milano nel 1954 da Amsterdam, dov’era nato nel 1927 e dove si era laureato nel 1950. Un talento, si sarebbe detto oggi che gli aggettivi si sprecano perchè abusiamo di parole d’ordine del nuovo conformismo. Ma geniale lo fu davvero. Lo ricordo alto, elegante, signorile al Registro delle Ditte in Camera di Commercio a Milano, mandato in via Meravigli da un amico funzionario dell’Eni di San Donato. Desiderava avviare uno studio professionale a proprio nome. Dopo vari passaggi, lo aprirà, in via Santa Maria Fulcorina, poco distante dalla Borsa e dalla stessa Camera, dopo aver fondato con altri designer la Unimark internazionale, studio di progettazione che ebbe uffici in tutto il mondo. Noorda is best known in the United States for Unimark’s work with New York’s Oltre a dedicarsi al design, Noorda fu professore in graphic design all’ Umanitaria, allo IED e insegnò per un quinquennio comunicazione visiva al Politecnico. Suoi allievi ce ne sono anche nel Sudmilanese e nel Lodigiano. Inseguono parole feticcio, ma senza la sua originalità. La sua fama è stata a lungo legata all’introduzione di caratteri modernisti nei manifesti pubblicitari e a una serie di loghi aziendali di grande successo, che ancora oggi 3GalleryArt8resistono all’usura del tempo e delle nuove tecnologie. Inventò marchi per tante aziende, per prima la Pirelli, poi l’Agip (il cane a sei zampe), e via via l’Olivetti, la Rinascente, l’Enel, il Touring Club, la Banca Commerciale Italiana, la Banca Popolare di MIlano la Mondadori, la Regione Lombardia (il logo ispirato alla Rosa Camuna lo ha realizzato con Munari, Sambonet, Tovaglia), la Feltrinelli, la Coop, l’Ibm, le Messaggerie, la Linea rossa della MM eccetera. In questi giorni è uscito “Design”, un libro da lui redatto prima della morte, in cui racconta le sue idee. E’ stato curato da Mario Piazza per 24 ORE cultura (€ 35), e inquadra in immagini, schede e didascalie il personaggio, l’uomo e i suoi progetti. Poco meno di 200 i loghi firmati per le maggiori case del “boom” milanese, quando Milano era tutt’altra cosa di quella degli affari. Con Franco Albini e Franca Helg si meritò nel 1964 il compasso d’oro per l’immagine della M1. E altri ne conquistò successivamente, Diceva sempre che la bontà di un progetto dipendeva dalla capacità di rimanere giovane. Con tante mostre non effettivamente nuove non glie ne hanno ancora dedicata una. Potrebbe pensarci Cascina Roma che ha fatto conoscere nel mondo un marchio-simbolo rimasto intatto per mezzo secolo.

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