SERENA PICCININI / PROPOSTE DI LEGGEREZZA


PICCINNINI SeremaC’è in atto, da tempo, s’intende, una ridefinizione non solo dell’arte ma degli autori ad opera della critica d’arte e degli autori stessi. Non può sorprendere l’attribuzione alla bolognese Serena Piccinini , che da sabato 23 maggio sarà al Museo Archinti con una propria esibizione, di prerogative e proprietà come quelle di artista “leggera”, “ innovativa”, “fluttuante”, “variabile”, “delicata”, “ludica”, “ecologista”, “fiabesca”, “vaporosa”, “ricreativa”… Nei nuovi sistemi di produzione gli artisti cambiano spesso a seconda degli obiettivi. D’altra parte la tradizione (nata col Vasari) che voleva l’artista un “solitario” impegnato a realizzare ”il tormento che aveva dentro”, è dimenticata almeno dal primo dopoguerra. Non è un problema di conservazione o di rifiuto, di disprezzo verso la tradizione o di “non fare”, ma di cambiamento. E il cambiamento è un fatto, non fa fare marcia indietro. L’arte vaccina ai grandi mutamenti, l’artista mette nelle condizioni di capire chi stiamo diventando (A.C. Danto). Ma il linguaggio di Serena Piccinini lo può spiegare solo lei stessa: “Mi interessa la sostanza aerea che permette di elevarsi, di crescere e istintivamente cercare l’altezza. Attraverso la piegatura di fogli di carta bianca formo origami, piccoli universi complessi, poetici e leggeri, con questi creo ambienti onirici e ludici che sfiorano il surreale. Tutto sembra assumere un senso diverso dal quotidiano osservare. I miei pensieri diventano sculture, installazioni, fotografie, mondi plasmati nella duttilità magica della carta, del legno, dei fili e dei materiali di uso comune; realtà leggere e fluttuanti che ridefiniscono il circostante attraverso il movimento, continuo ed invisibile, dell’elemento aria. Spesso nelle mie installazioni lo spettatore può interagire con l’opera, attraverso piccoli meccanismi o entrando nel lavoro stesso, così l’aspetto ludico e magico delle cose permette a chi guarda di sentirsi libero.
Bolognese, dove vive e lavora e dove si è laureata all’Accademia di quella città e all’Università in Scienze antropologiche, ha un ricchissimo curriculum e portfolio di pitture, sculture, installazioni, fotografie, mixage in carta e legno, libri e di part6ecipazione ad eventi (Premio Arte Rugabella, Premio Celeste; Art City, Bologna; La misura del mondo, Benevento; ArteinContemporanea, Modena; Progetto cuore di pietra, Pianoro; Art Site, Vercelli; Omaggio a Verdi, Bologna, eccetera).
Le Jardin Extraordinaire al Museo Archinti, è una mostra seguita da Marianna Fazi, che in più occasioni si è curata dell’artista, e prende le mosse da una canzone di Charles Trenet . Fa parte di un progetto che ha vinto  la Call for Artist 2013-2014 e che rimanda all’equilibrio silenzioso e variopinto del mondo naturale.

 

Serena Piccinini. Le Jardin Extraordinaire – a c. Marianna Fazzi – inaugurazione sabato 23 maggio ore 18,30 – Museo Archinti, viale Pavia, Lodi – Dal 23 maggio al 7 giugno

 

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