CERAMICA VECCHIA LODI DI PISATI & MINETTI: L’ARTE DEL DECORO


Pisati e MInetti Croce VerdeUna grande ceramica parietale

 

Una nuova originale ceramica è stata portata a compimento da Angelo Pisati e Giovanni Minetti su bozzetto di Roberto Rognoni della Associazione “Il Diciotto”, nel laboratorio “Ceramica Vecchia Lodi” al quartiere S,Fereolo di Lodi. L’opera parietale è un originale esempio di maestria, legata a procedimenti tecnici e a strutture espressive, costruita con una allegoria emergente su sfondo bianco, particolarmente correlata nel colore e nel disegno alle leggi dell’ottica e della prospettiva; da esaltare l’elemento simbolico della rappresentazione.
Il grande decoro, di eccellenza indiscussa, campeggerà da sabato 23 maggio sulla palazzina, sede della CROCE VERDE di Baggio in piazza Stovani a Milano (fine di via Forze Armate) ed è stato possibile grazie all’Associazione Il Diciotto, all’intervento della Società Reale Mutua Assicurazione e della storica agenzia baggese Morazzoni.
L’opera fa parte di una serie di grandi pannelli decorativi realizzati da Pisati & Minetti. che si osservano con ammirazione per le vie dell’ex- Borgo milanese, ora inglobato nella zona 7, e che raccontano episodi della storia baggese. Storia che “Il Diciotto” e la Ceramica Lodigiana Vecchia Lodi di Pisati & Minetti sono impegnati, sulla base di un impegnativo progetto, a ravvivare per far conoscere la tradizionale borgata prima delle trasformazioni sociali ed economiche arrivate con l’edilizia urbana. Questa aspirazione alla “identità baggese” può suonare strana nella grande Milano di Expo, delle Fiere, dei grattacieli, della moda. Ma non è frutto di nostalgia o di improvvisa voglia di “paese”, bensì del desiderio di affermare i caratteri di un percorso urbano. Da qui la decisione di arredare il quartiere con ceramiche artistiche in grado di produrre sensazioni diverse da quelle che procurano i grandi condomini e i capannoni
La nuova realizzazione delle Ceramica Vecchia Lodi – la nona in ordine di tempo eseguita dagli artieri lodigiani – è in soprarilievo. Esprime una preferenza che gli esperti chiamano “pittorica”, uno stile decorato tipicamente parietale, che può richiamare esperienze di Art nouveau. Il soggetto è rappresentato da una grande fioriera che raccoglie una autentica deflagrazione di fiori e colori in rilievo. Fa ricordare artisti ornatisti che nei secoli addietro parteciparono coi fiori a ricercate sensazioni umane, che i successivi orientamenti estetici hanno fatto dimenticare. Classificazioni a parte, è un lavoro che si fa contemplare per tecnica, energia, intelligenza, grazia, in grado di risvegliare sentimenti di riconoscenza per la CROCE VERDE di Baggio, istituzione nata nel 1911,   che la grande ceramica celebra con un’immagine storica coi primi volontari in bicicletta, i barellieri e la carrozza con cavallo, in posa davanti all’asilo Gianella,
A dispetto della pesante crisi del settore della ceramica artistica, Angelo Pisati e Giovanni Minetti, riescono ancora a far nascere opere di “alta” fattura e “poesia”, dove segni, simboli, indizi e tecnica sono un invito a non perdere nella storia la memoria e, insieme, per altro aspetto, l’ingegno, il senso e la fantasia che ne sono il nutrimento esenziale, corrispondendo al bisogno di un’arte comunicativa su vasta scala..

 

Crove Verde di Baggio, piazza Stovani (Milano) , sabato 23 maggio, ore 10 inaugurazione della grande ceramica parietale che ricorda la fondazione e i suoi volontari dalle 10 alle 12 –

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3 thoughts on “CERAMICA VECCHIA LODI DI PISATI & MINETTI: L’ARTE DEL DECORO

  1. filippochelli ha detto:

    Ciao! ti ho nominato per il Liebster Award 4.0: un’iniziativa per promuover blog seguiti da meno di 200 followers; per info: https://dottorfilippochelli.wordpress.com/2015/05/20/liebster-award-4-0/

  2. MarcoTeatro ha detto:

    Questo è un fatto importante, a mio avviso, non tanto per l’opera in sé che può essere accettata a secondo del gusto dei fruitori, in quanto “atto” di arte pubblica, in controtendenza a quanto sta accadendo in questi anni con l’invasione della “street-art”.
    Ho la percezione che dopo il lungo oblio delle arti applicate, stia covando una pulsione nuova verso di esse; un bisogno di concretezze, per compensare l’effimero che ha caratterizzato il paesaggio esistenziale contemporaneo.

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