TONINO NEGRI E GUIDO DE ZAN, CERAMISTI A CONFRONTO


pic1 DE ZANChe ci faranno insieme Guido De Zan, un maestro per generazioni di appassionati di ceramica contemporanea e Tonino Negri, che artista navigato lo è altrettanto, ma più legato a un’arte iconografica? Lo chiarirà la mostra che si aprirà giovedì prossimo allo Studio De Zan, in via Brioschi 26 a Milano. Che dirà anche con quale slancio vitale i due ceramisti interpretano i caratteri della propria creatività.

De Zan è ceramista di successo, conosciuto a livello internazionale per l’essenzialità delle sue forme. Classe 1947 – di una quindicina d’anni quasi più avanti di Tonino Negri che è del ’61 -, De Zan è noto per avere impiantato accanto alle colonne di San Lorenzo, Il Coccio” unico laboratorio di ceramica artigiana nella industriale Milano, dove avviò l’impresa con tazze, brocche e teiere in maiolica smaltata prima del grande salto nel contemporaneo passando (quasi un obbligo) per il raku, di cui gli si riconoscono tracce. Qualche tempo fa, il milanese si presentò con le sue sculture al San Domenico di Crema, conquistando attenzione coi propri “teatrini”. Da anni pratica a un’arte lineare (nel senso di evidente). Come dire “svuotata” da ingredienti. Un’arte che parte dall’impronta antropomorfa e arriva a fisionomie definite, anche attraverso il segno. Una scelta di equilibrio, ma anche di leggerezza. “Il mio desiderio – scrisse – non è altro che lo specchio delle mie contraddizioni”: del bisogno di interiorità e di non staccarsi troppo dal reale.
Il milanese fa parte di quella generazione di artisti che vivono criticamente la ceramica; rifuggono dal bagaglio retorico di tecnica e cercano in essa distinzione qualificanti nella elaborazione plastica. Nei suoi lavori si ritrovano perciò echi, suggestioni, sottigliezze concettuali che furono delle avanguardie e del design. La sua è una ceramica-scultura che poggia sulla commistione tra i due linguaggi. Si coagula in un grado di consonanza e di esistenza mentale e affettiva, combinando il disegno interno della forma e il segno-disegno decorativo da conferire all’ oggetto-soggetto finale Tonino-Negri_Sirena_ridottocondensa inventiva e progettuale. E un bel vederla.
La mostra allo Studio De Zan, gli pone a confronto il lodigiano Tonino Negri, del quale si è più volte detto il filone figurativo, artista ben lontano sia nella pratica che negli interessi. E’ un ceramista più di “mestiere” e, per altro verso (non paia una contraddizione), più di “meditazione”, anche quando gli esiti sembrano collocarsi tra l’ironico e l’onirico.
Artiere navigato, pulito nelle figurazioni poeticamente leggere, di patrimonio nozionale, a volte vicino al gioco e alla favola, con le sue sculture articola convinzioni che legano in senso culturale. Sia pure collegato a un’arte illustrativa, l’occhio di Negri proietta messaggi e problematiche attuali. I suoi lavori, privi d’enfasi ma ricchi di richiami, convincono tenendo insieme la tradizione e l’attualità, con essenzialità di descrizione e pulizia di forme.

Guido De Zan e Tonino NegriSculture-ceramiche – Milano, Studio De Zan, via Brioschi, 26 – Dal 14 maggio al 24 maggio – Inaugurazioni: giovedì 14 18-22 – Orari venerdì e sabato dalle 15 alle 20, domenica dalle 10 alle 20.

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