LUCA BOFFI (Alberonero) / Altrove Street Art di Catanzaro


BOFFI (ALBERONERO) 2Il lodigiano Luca Boffi ( in arte Alberonero) è presente fino al prossimo 9 maggio al Festival internazionale ALTrove Street Art, in corso a Catanzaro. E’ il secondo anno che l’artista, laureato in interior design al Politecnico di Milano e visual display alla Bocconi partecipa con le sue geometrie minimali all’importante iniziativa calabra, un evento che punta a mette in corrispondenza architettura e costruzioni con le composizioni di colore anche a forte impatto scenografico, come quelle realizzate quest’anno dai noti Guido Bisagni, Giorgio Bartocci, Clemens Behr, Ciredz, Erosie, Graphic Surgery, dal collettivo artistico Sbagliato, i stencil graffiti romani Sten Lex e Tellas, eccetera.
Boffi, già segnalatosi due anni fa ad “Art Basel”, fiera internazionale di Basilea, con un’opera in tessuto prodotta per la Meridiani Arredamento di Milano e per essersi messo in evidenza al “Black Circles Festival” di Uzhgorod in Ucraiana deve notorietà anche ai favorevoli riscontri ottenuti al Sale Music di Oppido Lucano (vinto), al Miscita Visual Think e al Move generation perugino e al risalto di riviste specializzate concesso alla installazione in legno e metallo realizzata nella residenza artistica di Campidarte (Sardegna); un insieme di partecipazioni che lo hanno messo in evidenza come autore di forte comunicazione, che realizza immagini coincidenti con le strutture, stabilendo un contatto visivo con l’ambiente.
C’entra la pittura o l’interior design con la sua creatività? La laurea del Politecnico fa pensare a quest’ultima, ma BOFFI ALBERONERO 3l’esperienza macinata nel mixaggio (o incontro) tra street arte e musica fanno pensare anche a qualcosa di diverso. Se non fosse troppo azzardato verrebbe da citare un qualche collegamento bauhausiano o a forme di alchimia distanti da metodi e linguaggi moderni, e coltivate principalmente dall’ispirazione da rendere il risultato espressivo punto di convergenza fra memoria, comunicazione, produzione e libera espressione.
Nell’arte di Boffi c’è in ogni caso il richiamo a certo concettualismo radicale. A Sol Lewitt, per intenderci, uno che arrivò (nel 1967!) ad affermare che l’idea è la componente più importante del lavoro artistico (“L’idea in se stessa anche se non realizzata visualmente è un’opera d’arte quanto il prodotto finito”). Una riflessione che Boffi-Alberonero sembra sin qui portare avanti attraverso i colori, le cromie, le iterazioni, le combinazioni. C’entra un po’ J. Albers, o forse c’entra più Johannes Itten dell’Arte del colore. Boffi Non fa pittura nel senso tradizionale, ma la pittura non gli è del tutto estranea. La realizza su metallo, su legno, incrociando avanguardia, espressionismo pop, inconscio individuale. Ma la ragione fondamentale che lo induce a creare è l’organizzazione, la necessità di dare struttura, sfumare i confini tra arte e architettura, dedicare articolazione a gruppi tonali, intercettare (o anche annullare) effetti generando nuove possibilità.

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