KATSUSHIKA HOKUSAY :LE CENTO VEDUTE DEL MONTE FUJI A LODI


HOKUSAI A LODII mesi di maggio e giugno saranno mesi particolarmente ricchi per l’arte nel mondo: inaugura la Biennale di Venezia, la Frieze Art Fair a N.Y, la nuova sede del Whitney Museum a Manhattan. Anche Lodi avrà la sua parte (una volta tanto!), ospitando dal 6 giugno all’ex-chiesa dell’Angelo una grande mostra di Hokusai.
Il grande maestro giapponese non è una novità assoluta per i lodigiani. Almeno un paio di selezioni (alla libreria L’Equilibrista in via Gaffurio e alla Associazione Dogo di Galgagnano) hanno in passato richiamato l’attenzione degli alaudensi. La mostra curata da Bruno Gallotta, ne rappresenterà, in un certo senso, il prolungamento. Riguarderà l’intero ciclo di opere del Fugaku Hykkel ( Cento vedute del monte Fuji). Come tale è destinata a raccogliere una estensione di interesse extraterritoriale, anche perché le Cento vedute del monte Fuji costituiscono la parte decisiva dell’iter creativo del grande artista orientale, quella che meglio mette in evidenza la forza delle sue composizioni e la potenza immaginativa.
La monografica lodigiana, dedicata al corpo illustrativo dei tre libri dell’artista documenta con la qualità dell’ operato, la prestanza della mente e della mano in modo altrettanto concluso, quanto di avervi trasferito i valori della pittura nell’incisione illustrativa, conservandole i caratteri tecnici e stilistici.  Ne sarà curatore Bruno Gallotta, del quale è nota la perfetta conoscenza e l’accanita  operosità di ricercatore della cultura giapponese, in particolare, della “filosofia” che   irrora l’arte di Hokusai,le cui opere  andrebbero fruite secondo una predisposizione del tutto spirituale (zen).
Gallotta che ne curerà l’organizzazione e l’allestimento, offrirà da studioso anche a una riconsiderazione critica dell’opera, in un volume-catalogo ricco di riflessioni innovative e originali.
L’opera di Hokusai, xilografo straordinario, ha influenzato con libertà e spirito di modernità, gli stessi impressionisti francesi, determinandone mutamenti decisivi. L’aggiornamento della sua lettura critica proposto da Gallotta è frutto di un generoso impegno destinato ad entrare nel novero degli studi che negli ultimi trent’anni hanno guidato alla ri-scoperta e alla conoscenza di questa straordinaria figura d’artista.
L’importanza delle sue xilografie fu decisiva nella formazione degli impressionisti francesi e derivati. Acclarata lo è stata anche per il sintetismo, il simbolismo e l’Art Nouveau e l’arte astratta, da Klee a Hartung a Mathieu

 

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