KALOSF: CON L’iPHAD NELLA TERRA PROMESSA. Come un “touch” può cambiare il gusto per la ricerca


KALOSF, phone

KALOSF, phone

Kalosf ( risultato di Kalos  traduzione del greco “bello” +  f aggiuntiva all’ epigrafe, iniziale del nome dell’autore), è uno spazio multimediale, uno dei tanti che oggi incontrano i navigatori virtuali. Lo straordinario sviluppo del web e della fotografia e il loro incontrarsi sul fronte della sperimentazione e delle nuove tecniche ha facilitato l’estendersi a “ragnatela” delle esperienze comunicative, ma ha anche tagliato le tante resistenti polemiche sulla referenzialità della pittura, e, con l’avvento del iphone, della stessa fotografia tradizionale. L’elaborazione di nuovi linguaggi in una dimensione di specifica autonomia rispetto ai tradizionali valori della visione figurativa, naturalistica, veristica ecc. è ormai dato assiomatico. Se la fotografia ha avuto influenza sul modo di vedere la realtà della pittura, l’iphone e le sue tecniche allontanano da una produzione fotografica che faceva della precisione un valore prioritario. Oggi sono sempre più coloro che coltivano l’idea di rendere “artistiche” le immagini attraverso una elaborazione soggettiva delle impressioni. Mentre i blog facilitano l’incontro sul terreno iconico e visivo della poesia, delle dichiarazioni di poetica, delle teoriche semiotiche.
Kalosf (https://kalosf.wordpress.com/) non è solo spazio multimediale alla cui compilazione contribuiscono accanite follower. Dietro c’è una storia personale che non cerca d’essere immaginata Chi vuol saperne può leggere i post pubblicati, che gettano luce su quella luce che l’autore pone alla propria base nelKalosf dar corpo all’espressività e al linguaggio. Tra gli appuntamenti principali ch’egli si organizza non manca una certa dose di compiacenza nell’esporsi, ’indagarsi,  scoprirsi.. K dichiara di non essere fotografo, di non possedere tecnica, di non fruire neppure di una macchina fotografica, di usare semplicemente il suo iphone5 al quale affida autoindagine e autostima. L’editing è lo strumento di espressione  utilizzato. Per entrare nella profondità, fino all’esercizio massimo di trasformare il reale e, a volte, reinventarlo. Deduzione, ci troviamo d’innanzi a un creativo  avversario della “perfezione”, contrario alla “prospettiva perfetta”. Le dichiarazioni con cui egli accompagna e commenta certi passaggi definiscono la modernità della sua poetica. Riassuntivamente, il “tentativo di vedere il mondo attraverso la luce”. A prevalere è però  l’ impulso ai sentimenti, alle sensazioni, ai simboli, alle visioni naturalistiche. A indicatori che si toccano sempre meno con mano. Su questa modificazione della percezione insiste affidandosi non alla novità delle cose, ma alla novità del punto di vista, da cui le cose sono guardate, sollecitando una dis-locazione che toglie fluida consistenza alla materialità delle cose, delle figure, della natura. E’, la sua, una sfida ( non nuova) alla convenzionale abitudine visiva, dove la luce appare come materia. Volendo seguire certe logiche, c’è insieme a molte verità parecchia letteratura. Il blog, si capisce, ha preso vita in un “momento particolare” dell’ autore. Durante il percorso è cambiato, sotto l’esigenza di “vie diverse per esprimersi”. Anche le parole, che per loro natura sono mobili, mutano  Il taglio delle immagini, il modo di elaborarle, le variazioni tematiche  rivelano particolari e caratteristiche legate al momento elaborativo. Gli esiti, grazie alle innovatività da App ,prima inimmaginabili si integrano, sostengono  risultati esclusivi e specifici. Non che le immagini ottenute siano esclusive, non assomiglino a nessuno. Sono il risultato palpitante di qualità e promesse. MOstrano un magma in ebollizione, che prima o poi potrà prendere forme diverse, e da cui è lecito attendersi nuove emozioni.

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3 thoughts on “KALOSF: CON L’iPHAD NELLA TERRA PROMESSA. Come un “touch” può cambiare il gusto per la ricerca

  1. kalosf ha detto:

    L’ha ribloggato su kalosfe ha commentato:
    Un articolo su Kalosf che credo abbia colto molto nel segno (e che non so per quale motivo mi ero lasciato sfuggire)….

  2. kalosf ha detto:

    Grazie moltissimo per le righe dedicate a Kalosf che mi erano completamente sfuggite. Grazie per aver voluto indagare sul modo di lavorare e di esprimersi del blog. Si comprende che ne hai seguito i percorsi e che scrivi per “esperienza” diretta di Kalosf. Grazie ancora. Di cuore.

  3. Marco ha detto:

    Kalosf… come faremmo senza di lui? 🙂

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