ROSATI SOFIA DEMETRULA, POESIA COME SOLITUDINE E SAPIENZA


La poetessa SOFIA DEMETRULA ROSATI

La poetessa
SOFIA DEMETRULA ROSATI

La poesia oggi corre sul web. Nelle librerie è una eccezione poter trovare testi di contemporanei o qualche saggio che ne offra chiavi di lettura. Non parliamo poi delle riviste di letteratura e poesia. Il problema non è di connessione tra poesia e lettori, c’entrano le scelte degli editori e del mercato non le forme e i contenuti. “Trattiessenziali” di Sofia Demetrula Rosati https://trattiessenziali.wordpress.com, è uno dei blog che danno rilievo ai componimento in versi. Non solo. Informa con note chiare e concise, anche di arti visive, filosofia, critica letteraria, libri, traduzioni ecc. La Rosati è poetessa per vocazione e sangue paterno, culturalmente greca per elezione e sangue materno. L’arte del poetare lo ha coltivato da bambina, ma sulla scena italiana c’è arrivata parecchio dopo con cautela. Almeno da quel che noi deduciamo dalle poche note biografiche in circolo. Attualmente svolge l’ attività di ricercatrice e traduttrice. Traduce testi poetici dal neogreco collaborando con le riviste Anterem, Poesia e Passages. Ha pubblicato le sillogi Maggio inquieto di desideri” sul sito della rivista Passages (2004). “l’azione è un’estroversione del corpo” nella Collana Opera Prima – Cierre Grafica –  diretta da Flavio Ermini (2011) e “l’azione è un’estroversione del corpo” con cui ha vinto il primo Premio Donna e Poesia (2012). Nel 2013 ha partecipato al Premio Montano entrando in finale. L’immagine che da di sé è dunque quella di una scrittrice che conduce la propria attività con molto criterio e avvedutezza, senza eccessi di presenzialismo. Le sue poesie sono quasi sempre esposizioni che prendono spunto da riflessioni umane, da situazioni esitanti o ambigue, come risposta alla problematicità dell’esistere. Si direbbe una poesia che nasce da uno sforzo di conoscenza e non solo di costruzione della parola, obbligata dalla Rosati con scrupolo a stare in schemi logici ed evocativi. Le sillogi non sfuggono alla domanda che è sempre obbligatoria in questi casi: dove cercare l’eventuale influenza, o in quale misura si spinge su una strada tutta sua? A farla notare è senz’altro la presenza di un paziente filosofare di fondo, come quello in “La solitudine della Sapienza” dove l’investigazione intelligente approda ad altre interrogazioni, certificando la presenza nel corpo poetico di vertigini intellettuali e meditative. L’A sembra portare avanti con linguaggio intonato e a volte magico, quando non solo semplicemente razionale, la coincidenza della condizione di lirica con quella di rivelazione della norma del vivere. Non è una poesia che anela alla perfezione, ma che nelle parole ha la specifica forza che la distingue. Nella espressione contemporanea il linguaggio non cerca l’esclusività, ma ha una sua impuntatura: non è divagante, non soffre di insonni libertà, le parole hanno fibra, fanno nodo (non intoppo), ispirano con lucidità e ritmo il verso, a volte anche in modo scintillante, senza floreali abbandoni a dolcezze simboliste.

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2 thoughts on “ROSATI SOFIA DEMETRULA, POESIA COME SOLITUDINE E SAPIENZA

  1. trattiessenziali ha detto:

    Infinitamente grazie, Aldo, per questa bella recenzione che fai del mio lavoro poetico.
    Un dono di competenza e capacità critica.

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