Gabriele Vailati, una narrazione immersiva nel Lodigiano


GABRIELE VAILATI La chiesa dell'Incoronata a Lodi

GABRIELE VAILATI
La chiesa dell’Incoronata a Lodi

A Palazzo Rho di Borghetto
una personale dell’artista lodigiano
in occasione dell’inaugurazione di Expo

Ci siamo. Sapevamo tutti che avremmo visto il rash finale dell’arte, per giungere in
gran spolvero al fatidico Primo maggio, giorno di inaugurazione di Expo. Al di là di quello che si svolge a Rho-Però, uno dei posti da visitare (dal 1° al 3 maggio) sarà Palazzo Rho a Borghetto Lodigiano, dove in occasione della Fiera annuale le sale del tardogotico palazzo, ospiteranno – nel contesto di Expo – una mostra del lodigiano Gabriele Vailati per dimostrare la continuità del territorio con l’evento mondiale.
Senza cedimenti alla retorica del “Lodigiano terra dei colori” Vailati propone una narrazione immersiva nel tessuto morfologico e culturale del Lodigiano, attraverso un approccio cronologico e geografico con monumenti, palazzi, chiese, ville, cascinali, borghi, corsi d’acqua, colture, paesaggio ecc., in una serie di tele che spiegano o evocano il clima, i colori, gli ambienti, le condizioni, la poesia che fanno dell’Alaudense un terroso terroso,

G. VAILATI  Vecchio con i baffi

G. VAILATI
Vecchio con i baffi

dove i colori, i ritmi, le stagioni, La terra, servono (ancora) all’uomo per riflettere su sprechi e necessità. A questo salto di qualità aiuta Gabriele Vailati pittore, scultore, disegnatore, acquafortista e grafico con la sua arte espressiva. Nelle sue scelte non c’è l’assoggettamento al “nuovo”. Al contrario, si coglie un sereno variare di forme naturali; una stasi di finezze nel limbo del segno e del disegno, dove il gioco del chiaro e dello scuro fa raggiungere sottigliezze e armonie di delicato lirismo.
Inutile l’accanimento nel cercare le ragioni della modernità nell’arte in questo autore. Si trova nelle figure archetipali, nel parallelo identificazione-differenziazione del disegno e del segno. in tutte le tecniche è nel bisogno di saggiare e approfondire i confini “del fare”. Utilissimi, nel senso che permette la riscoperta di un vitalismo vibrante di segni e colori nelle gelose certezze delle forme naturali.

G VAILAT Acquerello ligure

G VAILAT
Acquerello ligure

Pittore di umanità, interiorità e meditazione, Vailati ha tutte le qualità per esprimersi con pienezza nei paesaggi e nelle figure assoggettandoli alle finezze della forma, anche quando mancano di un sentimento proprio.

Navigando tra le secche di una pittura figurativa che pare perda giorno dopo giorno sempre più singolarità con la storia dell’arte, egli svela – e la mostra borghettina ne è una conferma -, di saper orientare il suo viaggio con meditata lentezza e studiosità, orientandolo verso figurazioni che non sono stanche elegie ma segni di un incamminamento senza scorciatoie verso una personalità che trova nel colore, nella materia e nel segno legami di inscindibile congiunzione con la poesia.

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