IN LUTTO IL MONDO DELLA GRAFICA D’ARTE


Franco Sciardelli  nella sua stamperia d'arteo

Franco Sciardelli
nella sua stamperia d’arteo

Quella che sta vivendo l’arte della grafica originale – pensata come punto creativo dell’idea – dall’incidere alla “stampa” alla “tiratura” – è una triste stagione. O una semplice ombra, proiettata per essere trattenuta dai ricordi. In pochissimo tempo ci hanno lasciati il critico Marco Fragonara, il professore che meditava attorno a “la soglia” – “di soglia in soglia, la soglia assume il significato di casa ed è quasi una sorta d’iniziazione al senso dell’appartenenza ad una cultura” – . preziosa firma della rivista “Grafica d’arte”; lo stampatore d’arte Franco Sciardelli, figura mitica del paesaggio milanese; e l’acquafortista bresciano Girolamo Tregambe. Tre figure, tre ruoli diversamente legati al lodigiano e all’ ambiente calcografico alaudense, che hanno contribuito a far conoscere quell’arte riservatissima e originale fatta di segni, linee, tramature, varianti, varchi, congiunzioni, il misurabile e il non misurabile, che è appunto la calcografia – arte di passione, affetti e sentimenti spesso taciuti – generata da una religione che rinnega la banalità e il mestierame, fatta di attenzioni critiche, di profondità e ampiezza di visioni
Marco Fragonara è stato amico stretto di Teodoro Cotugno, del quale ha scritto molto con interesse, illuminando l’unicum metamorfico delle sue acqueforti. Nel suo orizzonte sono poi entrati Vittorio Vailati e Flavia Belò. Di Girolamo Tregambe si è detto e scritto in questi anni, anche per merito di Tino Gipponi che ha fatto conoscere ripetutamente i suoi paesaggi nutriti di saggezza e poesia, veri traguardi di esperienza formale, vibranti di equilibrio interno e strutture e luci meditate.

Teodoro Cotugno, Franco Sciardelli (al centro) e Flavia Belò

Teodoro Cotugno, Franco Sciardelli (al centro) e Flavia Belò

Dello stampatore Franco Sciardelli si deve ricordare la cartella sull’Incoronata, con una acquaforte di Teodoro Cotugno e il volume sull’Ostensorio Ambrosiano del vescovo Carlo Pallavicino, con un intervento sempre di Cotugno. Sciardelli è stato grande amico di Leonardo Sciascia, e, per molti artisti ha svolto il ruolo del “sacerdote”, del “prete” che aveva scelto la missione del torchio e dell’inchiostro. Stampatore ricercato ed elegante, e stato anche un collezionista esigente e originale, Passava le sue giornate coi libri, la carta, le parole, l’arte. Ha stampato acqueforti,   pubblicato volumi perfetti, preziose esclusive edizioni arricchite dagli interventi di grandi artisti. Ha raccolto testi di grafica da far invidia a bibliofili. Sempre operando con severissimo gusto, e con quell’occhio critico, che ne hanno fatto la fortuna e la carriera.

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