CASORATI, USELLINI e C.: Nel volto e nel corpo della donna la società che cambia


FELICE CASORATI: " Ritratto di signora"

FELICE CASORATI: ” Ritratto di signora”

La mostra con cui Cascina Roma festeggia i suoi venti anni sotto la figura femminile è una panoramica di soggetti che danno eleganza e fedeltà a figure umane elevate a immagine. 14 opere, che spaziano dal primo Novecento ad oggi, richiamano modi diversi di rappresentante l’identità femminile, e sono da alcuni giorni messi in ordine alla Galleria Guidi di San Donato Milanese, in un allestimento che vede coinvolti il patrimonio artistico dell’Eni e quello della Raccolta di piazza delle Arti, a cura della storica dell’arte Monica Loffredo.
La variabilità degli stili dimostra che la mostra non si affanna troppo dietro a qualche teoretica, né al titolo (“La donna sconosciuta”). Non ha da imporre linee né idee da servire, se non quelle proprie della pittura attraverso l’immagine femminile. Il tema è unitario, ma si avverte che la vocazione degli autori (non tutti, ovviamente, la prima eccezione è Casorati) è altrove, non è nella ritrattistica. Sono comunque stesure eleganti di alfabeti individuali che trascrivono per toni e sottintesi caratteri, sguardi, corpi offrendo ai visitatori un autentico concerto di sensazioni oscillanti tra i manuali di arte pittorica e i moti spontanei dell’animo, della riflessione e della contemplazione, seguendo di pari passo i modelli diffusi del tempo.
Nel ritratto, dal Novecento in poi, i modelli sono passati di teoria in teoria, di crisi in crisi, negando e affermando anch’essi concetti, estraendo dal mondo visibile quello che l’occhio normalmente non vede, aggiungendo di volta in volta invenzione, chiarezza e mistero.
Centrale della documentazione curata dalla Loffredo, il Ritratto di Signora del piemontese Felice Casorati una composizione nitida, quasi straniata, che qualcuno ha definito realistico-metafisica, dai colori pastellosi (tendenti al grigio) che aiuta a rintracciare dell’artista piemontese, quel che intendeva e quel che ha ottenuto, la ragione e l’espressione. Casorati, al quale è stata dedicata una grande mostra a Roma a cura della Fondazione Ferrero è stato un grande interprete di sguardi femminili. Basterù ricordare alcuni dei suoi ritratti a Maria Anna De Lisi, alla moglie Daphne Maugham, a Raja Markmann, Elena Rigotti, il Ritratto di fanciulla, la Venere Bionda (al Centro Pompidou).
Ritratto di Signora, messo a disposizione dall’Eni è un’opera che per colore, pennellata, incanti, suggestioni, espressione dà da solo ragione, della mostra; che in ogni caso allarga l’interesse a una quantità sufficiente di autori. Propone e sorprende con Gianfilippo Usellini, autore di Ritorno dell’emigrante, opera che sprigiona mille riflessioni e porta l’attenzione su un pittore goloso, ironico e immaginativo che merita di essere “recuperato”, unico nelle sue rappresentazioni “teatrali”. Prima di essere allievo a Brera fu allievo del Cecchetti, l’ultimo grande classico della danza; insegnò ad Anna Pavlova, fu maestro di Nijinsky e altri che fecero la gloria del balletto russo. Usellini lasciò la vocazione per quella della pittura, ma gli rimase addosso un po’ di palcoscenico. La famiglia di donne strette attorno all’uomo di casa ritornato, è una scena di quel teatro, ma anche di una mano che sa ampliare la sua eloquenza.

Di Giuseppe Motti, che nel sudmilanese c’è stato a lungo, si conosce la scrittura, la leggibilità verticale, l’idea fissa. E’ un pittore che vive da sé. All’opposto Maria Jannelli che in Loriana inchioda senza via di fuga il fruitore, con una ricognizione ragionata dei dettagli e dello sguardo. Ha rapporto prezioso e schietto con la materia Marina Falco (Lacerazioni); una donna bionda e sensuale è scolpita dal colore e dalle pennellate di Carlo Ferreri (Testa); legato a una felicità che lentamente declina appare Alberto Gallera (La scelta dell’anello); di tradizione classica e cultura accademica Simone Gentile (Nudi); dello scultore clarense Vittorio Pelati, del quale si è appena conclusa a Venezia una antologica sono due sculture (Nudo femminile, Pomona); cerca stimoli visivi e accostamenti da paesaggista Lorenzo Pietrogrande (Figura); minuzioso, essenziale, da “ultimo Novecento, Aldo Salvadori (Donna nell’interno). Una mostra che, nella sua linea generale, presenta artisti nella cui mano c’è il senso e il talento, ma che, come dice Monica Loffredo, permette di cogliere attraverso la rappresentazione, il ruolo sociale della donna nell’ultimo arco di secolo.

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