GIANCARLO BONONI E PINO SECCHI : NON E’ BELLO CIO’ CHE E’ UGUALE


 FOTOGRAFIA E PERCEZIONE VISIVA
AL CAFFE’ LETTERARIO DI LODI

 Con il titolo “Percezione visiva”,  Giancarlo Bononi e Pino Secchi, bolognese l’uno e lodigiano l’altro, esporranno una scelta delle rispettive raccolte fotografiche dal 28 marzo al 15 aprile p.v. al Caffé Letterario della Biblioteca Laudense (Lodi, via Fanfulla, 3),  sotto il titolo “Percezione Visiva

GIANACARLO BONONI: "Autoritratto"

GIANACARLO BONONI:
“Autoritratto”

C’è naturalmente grande curiosità per questa mostra, soprattutto per ciò cheBONONI GC Bononi, noto fotografo pubblicitario, di moda e food, conosciuto a livello internazionale per la dimensione artistica di concezione pittorica, con cui da risalto alla figura attraverso il rispetto dei canoni armonici tramandati dalle accademie, e, prima ancora dall’arte greca.
Quella che Bononi comunica non è una semplice suggestione di moduli e proporzioni del corpo umano, ma una rivisitazione della sua rappresentazione classica che tiene sì conto del sistema dei rapporti armonici nell’opera d’arte del Cinquecento, Seicento e Settecento, ma senza che la figura venga sottratta al “filtro mentale” dell’uomo di oggi, ai suoi topos pittorici e letterari. Nato come fotografo di moda e di food, Bononi ha dato immagine a diverse importantBONONI GC 4i campagne pubblicitarie di note case (Telefunken, J&B Wisky, Bondi, Carpeggiani, Majani, Caffarel, ecc); ha collaborato con apprezzabili testate (Vogue, Max, Bazaar Italia, ecc.); ha contribuito a una serie di libri di successo ( Artefood”,  a cura di Cesare Marretti, “Ayrton Senna”, “Come Musica” di Luca Mannori, “Nel cuore del dolce”, “Dolcezze di Sicilia” di Salvatore Farina), ma è soprattutto apprezzato

GIUSEPPE SECCHI: "Autoritratto"

GIUSEPPE SECCHI:
“Autoritratto”

per le foto di quadri di figura in cui l’immagine è concepita come simmetria di elementi visivi: composizione, proporzione, volumi, spazio e luce. Lavori che partono dal presente e restituiscono la suggestione di personaggi e figurazionimagesi della storia dell’arte. In cui l’artista tiene insieme ben congegnati figurazioni della pittura storica e trasfigurazioni legate alle esigenze dell’attualità e della comunicazione visiva.
In Bononi c’è prevalente l’attitudine alla “lettura” della figurazione in chiave mitica e colta, spesso condotta con sottile ironia e gusto del divertimento; alla tendenza a tenere insieme l’aspetto fisico e oggettivo del presente e quello vibrante o velato esercitato dalla suggestione e dalla psiche.
Per intenderci: se da una parte c’è l’ideale di bellezza assoluta, dall’altra c’è laSONY DSC carne, il richiamo dei corpi; c’è la volontà di tenere insieme sentimento e ragione, visione e realtà attraverso pose complesse che riflettono procedimenti tecnici e intellettualistici, in cui fa rientrare tutto il suo virtuosismo creativo e l’artificio del “far di maniera o di pratica” (con si diceva un tempo). Attraverso il medium fotografico l’autore stimola ad andare alle fonti iconografiche pittoriche, ma anche a cogliere ritagli di attualità nei corpi, visi, acconciature, lineamenti, fisionomie, cibi, alimenti, disegni sulla pelle, dileggio e sempliciSONY DSC

Una immagine elaborata del fotografo bolognese

Una immagine elaborata del fotografo bolognese

“cose”, che contribuiscono a fluidificare l’impronta leggendaria della pittura e a comunicare sensazioni transitorie e terrene. Un risveglio insomma per gli occhi assopiti. Un modo per comprendere le cose, valendoci di ciò che i sensi ci dicono di loro, superando la comunicazione verbale e dei libri d’arte.

Giuseppe Secchi è il fotografo lodigiano suo amico che in questi ultimi tempi si è dedicato con impegno a superare una certa “generalizzazione” diffusa dell’immagine fotografica, a praticare concetti percettivi, presentandoDSC_Le spose infedeli bn elaborazioni e configurazioni strutturali “estratte” intellettualmente. Esporrà foto di due tipi: nella parte alta de locale riproporrà quanto presentato alla BPL (“Immagini di un’esistenza “) mentre nella parte bassa del Caffé Letterario esporrà alcune dimostrazioni recenti della sua ricerca presente lavorando su forme non mimetiche (o non sempre tali) dove l’esperienza umana si rispecchia tramite l’espressione visuale e i rapporti spaziali. Un gioco elaborato di configurazioni che si possono denominare in vario modo e che costituiscono un esempio illuminante di astrazione della fotografia tramite l’abile illusionismo introdotto dalla macchina e il distacco dalla realtà.

 

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