ELIZA MACADAN: “ANESTESIA DELLE NEVI”


 

elizaEliza Macadan, non è un nome che si incontra senza sforzo in libreria. Nemmeno è molto conosciuto tra i suoi colleghi poeti, italiani e (probabilmente) romeni. Benché scriva versi da una ventina d’anni (l’esordio risale al 1988 sulla rivista romena “Ateneu”) ha una biografia tutto sommato asciutta, per non dire minima. Proviene – lo dice lei stessa – da una cultura marginale, quella appunto del suo Paese d’origine, la Romania, dove è nata a Bacau, nel 1967.
Bilingue, fin dalla sua prima raccolta Spatiu auster (Edizioni Plumb, Bacau 1994), Eliza Macadan scrive e pubblica in romeno e in italiano. L’edizione italiana della silloge Frammenti di spazio austero (Libro italiano, Ragusa 2001) ha ottenuto nel 2002 uno dei tanti premi che ingentiliscono le notti letterarie romane. Ad essa hanno fatto seguito In Autoscop (Edizioni Vinea, Bucarest, 2009); La Nord de cuvant , A Nord della parola (Edizioni Tracus Arte, Bucarest 2010) e Transcripturi din constient- Trascrizioni dal cosciente, (Edizioni Eikon, Cluj Napoca 2011). Da allora la produzione ha conosciuto una accelerazione con Paradiso riassunto, (2012, Ed. Joker, Novi Ligure), Stagione sospesa ( 2013, Ed. Eikon, Cluj Napoca Romania),Il cane borghese ( 2013, La Vita Felice, Milano), Tanagre. Domare i ricordi ( 2014, Ed. Eikon, Cluj Napoca, Romania) e con l’uscita in questi giorni di Anestesia delle nevi (La Vita Felice, Milano), prefata dal critico lodigiano Amedeo Anelli.anestesia-delle-nevi-251395
Dalle prime esperienze è cambiato lo stile, la tecnica, la forma. E il messaggio, fattosi più diretto e finalizzato. E’ cambiato perché è cambiata, scavando in sé stessa, Eliza Macadan. Ma è cambiato anche perché negli ultimi trent’anni è cambiata letteralmente il modo di fare poesia e la sua stessa poetica. Sono cambiati gli stessi libri. Non sono, invece, cambiati i lettori, che continuano a disertarla. La stessa Macadan dice di non leggerne molta. “Non vorrei lasciarmi sfuggire il dettaglio: non leggo molti libri di poesia. Non leggo indistintamente. Non leggo in maniera impulsiva. Mi lascio guidare dai miei sensi…”. Si acchiappa anche dalle sue raccolte.
Non si accede al mondo percorrendo lo spazio che il corpo dispiega intorno a sé nella forma della prossimità o della distanza dalle cose. Lo spazio sensoriale non è posizionale, non è cioè l’ambito reale o logico, ma è situazionale. Spesso lo sguardo inconsapevolmente interiorizzato rende il mondo estraneo o, al contrario, come a casa propria. In questa localizzazione della soggettività espressa dall’ordine sensoriale che è la sorgente di tutte le possibili direzioni, muove la poesia carica di immagini sensibili della Macadan.
Altri aspetti sono colti da Amedeo Anelli nella prefazione a “Anestesia delle nevi”.

“” Non sappiamo – scrive Anelli – da questo libro Anestesia delle nevi come era la vita in Europa quando inesplosa. Sappiamo che l’autrice europea e poliglotta ha adottato la terapia del freddo ed alzato le difese. Questo non si è risolto in debolezza, ma ha acuito sensibilità, reattività, riflessione e senso etico. All’instabilità atmosferica, il libro aggiunge anche quella storica e morale, nonché una relativa calma emotiva, un tempo interiore con qualche eco di burrasca, ciò nonostante alcune dichiarazioni che echeggiano la finis Austriae, o una calma e decettiva apocalisse. È questa della Macadan una poesia di energheia, di intonazioni e di virate del respiro. L’io poetico sa dire io con tutte le oscillazioni e le rifrazioni del caso. Enunciazione, eloquio, immagini, cose, obbediscono a una interiore misura ritmica, a un fluire magmatico “fiume interiore” che li trascina verso la cadenza finale. Ogni sequenza è plurima e stipata di oggetti, aperti su più lati e prospettive. È una poesia di moto, un “andante con moto” inesorabile come il fluire dei tempi in un gorgo. Il tempo della Macadan diviene così epocale e geologico, un’eco del rumore del tempo mandel’štamiano, o degli orizzonti mioritici di Lucian Blaga, o alle radici della grande tradizione eraclidea con il suo polemos.””

Il libro: Anestesia delle nevi – Poesie di Eliza Macadan – Ediz. La Vita Felice, Milano, 2015 – Pref. di Amedeo Anelli – collana Le voci italiana – € 12

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