PING LI: UNA MAPPA DI ESPERIENZE SENSORIALI E COSTRUTTIVE


PING LI

PING LI

Non capita spesso di dover segnalare giovani artisti che si riconoscono per le concrete intenzioni di cui si sono caricatri. E’ il caso di Pin Li, pittore di origini cinesi che si sta imponendo per le sue qualità progettuali. Nato nel 1987 a Yongzhou, nella provincia cinese di Hunan, Ping Li si è laureato alla South-Central University for Nationalities in Cina, e conseguito nel 2011 il master in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 2009 espone con successo in mostre personali e collettive in Italia e in Cina. Finalista al Premio Celeste, attualmente ha in corso una personale, a cura di Alessia Locatelli, al MA-EC – Milan Art & Events Center (via Lupetta n.3, ang. Via Torino) . La mostra, che avrebbe dovuto chiudersi in questi giorni, è stata prorogata fino a sabato 21 marzo prossimo.

  Per me – dice il giovane artista – il mio lavoro non è solo pittura, e’ una cosa tra pittura ed installazione. Ho scelto la tecnica della pittura tradizionale, ma vorrei andare oltre la pittura da2012-58207-142131_15496_16624_t cavalletto. Nelle mie opere uso sempre diversi spessori di telaio per costruire l’insieme, questo combina luce ed ambiente mescolandoli fino a creare uno spazio altro, uno spazio fatto di luce e di zone d’ombra, una mappa che non esiste e che fa leva sul potere delle suggestioni cromatiche e sensoriali. Seguo la filosofia dello “strutturalismo”. La prima caratteristica dello strutturalismo è l”integrità”: ogni cosa è un insieme complesso ed unitario,solo vedendola nella sua integrità si può conoscere la natura delle cose. Seconda caratteristica è la “sincronicità”: ogni cosa ha elementi in comune con le altre cose.La mia ricerca vuole trovare i punti comuni tra pittura , ambiente ,spazio e tempo. Voglio che il pubblico osservi la pittura da cavaletto da un nuovo punto di vista.

2013-58207-225824_26579_16624_t35 le opere di medio e grande formato che presenta. Esprimono e comunicano situazioni diverse: geometrismi, spazialità, tridimensionalità e un sincronicità di forme e metodo, Non sappiamo fin dove junghiana; ma in essa sembra riflettersi una conciliazione di luoghi, storie e percorsi di diversità. Una diversificazione di elementi che spiazza e nello stesso tempo però coinvolge e intriga. In essa vi si ritrova, alla fine, una linea di congiunzione e di dialogo attraverso una serie di suggestioni sensoriali. Quella di Ping i è una pittura che nasce come processo, da una sorta di causa-effetto, in cui non si arriva a individuare il vero nesso causale, il legame, ma che si avverte come comunanza di significati, come motore di metafore, di fonte segreta, di interpretazione di emozioni e comprensione delle intenzioni. Dal punto di vista strettamente pittorico è una pittura che rivela rigore, preparazione, capacità costruttiva e insieme e una variabilità non comune. Per certi aspetti può richiamare artisti che hanno affrontato i temi della luce, ma per altri esplicita una sensibilità individuale e una elaborazione concettuale non casuale.

 

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