ALEJANDRA PIZARNIK, IL DESIDERIO DELLA PAROLA


Pizarnik_Alejandra 3Poco più di tre anni fa la rivista “Anterem” pubblicò alcune poesie di Alejandra Pizarnik (1936-72), nella traduzione dalla lingua spagnola di Alessandro Ghignoli, che ora vengono riproposte dalla rivista diretta da Flavio Ermini per ricordarne la figura e la statura poetica.  La Pizarnik non è stata una autrice del momento, una dei tanti fenomeni alla moda, poetessa di quell’intrattenimento e consumo che caricavano gli scaffali delle librerie con raccolte che nessuno leggeva. Ci piace anzi ricordare che fu amica di quella Cristina Campo, anche lei poetessa e traduttrice, che a Lodi curò per il Corriere dell’Adda dell’inserto culturale Corriere della letteratura, un foglio sottratto alle appartenenze politico-cultural-letterarie e  svolse a lungo un ruolo di corretta informazione letteraria.

Da “Il desiderio della parola” nella traduzione di Alessandro Ghignoli per “Anterem”, riprendiamo e proponiamo alejandra-pizarnik-poesia-completa--22491-MLA20230903950_012015-F“L’obscurité des eaus” :

Sento risuonare l’acqua che cade nel mio sogno. Le parole cadono come l’ac­qua io cado. Disegno sui miei occhi la forma dei miei occhi, nuoto nelle mie acque, mi dico i miei silenzi. Tutta la notte attendo che il mio linguaggio riesca a configurarmi. E penso al vento che viene da me, permane in me. Tutta la notte ho camminato sotto la pioggia sconosciuta. A me hanno dato un silenzio pieno di forme e di visioni (dici). E corri desolata come l’unico uccello nel vento.

Pizarnik_Alejandra 2Figlia di ebrei russi emigrati in Argentina, Alejandra Pizarnik nacque a Buenos Aires il 29 aprile del 1936. Laureata in Lettere  in seguito si appassionò alla pittura, che studiò e praticò seguendo l’insegnamento di Jean Batlle Planas. Fu a Parigi dal ’60 al ’64, dove lavorò per diverse case editrici, ma soprattutto collaborò alla rivista Cuadernos. Tradusse autori di richiamo quali Artaud, Césaire, Bonnefov eccetera. Mostrò interesse alla storia delle religioni e frequentò la Sorbona. I suoi lavori principali lavori sono quelli in cui tornò a Buenos Aires:  I lavori e le notti, Estrazione della pietra della pazzia e L’inferno musicale. .Nel ’69 diede alle stampe il testo in prosa La contessa crudele (o sanguinaria). Ricevette la borsa di studio Guggenheim e due anni dopo vinse il premio Fullbright.
Morì suicida il 25 settembre 1972.

 

 

 

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