Leopoldo Cattaneo: dalla scultura-oggetto alla scultura-idea


CATTANEO 3 Scan_Pic0122Scultore e fonditore, Leopoldo Cattaneo, tiene distinte le due attività, anche se l’una e l’altra non sono sempre distanti tra loro e richiedono entrambe una serie di abilità qualificate di “mestiere”, che risultano dalla competenza lavorativa, e dalla “autorità” dell’arte, con le sue ricette e una dose di fantasia e di traduzione dell’inventiva.
Separare la pratica artistica da quella artigianale in Cattaneo non è facile: la prima appartiene alla storia della scultura, l’altra è frutto della conoscenza acquisita in anni di lavoro e convergono nel linguaggio creativo del casalino, rivolto a rappresentare scelte realistiche. Per Montale gli artigiani erano poetai. Cattaneo è, a modo suo, poeta, anche se l’attribuzione può incontrare esitazioni. Chiariamo subito: le sue qualità non sono solo nelle mani, più spesso sono nella mente e nel cuore. Le idee che lo sorreggono nelle due pratiche tendono a unirsi nella riflessione su come possono risultare istruttive l’una e l’altra.
Figlio d’arte, di quei Giacomo e Gabriella Cattaneo che più di una cinquantina di anni fa inaugurarono nel centro di Casalpusterlengo una piccola fonderia, iniziando un mestiere che consideravano piacevole anche se faticoso, si trovò con i punti cardinali orientati sulle scelte di artiere (e di piccolo imprenditore). Secondo la migliore tradizione, con Leopoldo sono oggi la moglie Marina e il figlio Giacomo. La fonderia-laboratorio non ha niente da invidiare a quelle della Versilia, dove si lavora il marmo, ma anche si fonde. Con eguale perizia e fattura alle Fornaci si “traducono” (e a volte si ”correggono”) i lavori in creta e gesso realizzati da artisti e Leopoldo Cattaneo ricava, con mano d’artista le sue sculture.
Accanto alla produzione su commissione si è fatto conoscere da anni per la produzione di artista, in cui manifesta vena immaginativa e capacità rievocativa, affidando all’espressione aspetti segreti e pulsioni vibranti.. Alcuni dei suoi lavori sono ora approdati al Calicantus. Non rappresentano “un ritorno al passato”, ma neppure sono da leggere in un’ottica contemporaneistica. Non c’entrano nulla, per intenderci, né con feticci e lavori minimalisti, concettuali, poveristi, surrealisti e ambientali né con la situazione artificiosa, retorica e teatrale di certo accademismo resistente. Il risultato è una scultura che assolve con gusto moderno a una funzione rappresentativa di valori umani e di rinnovata visione realistica. E’ una scultura che parla da sé, con la sua identità plastica formale e come metafora strutturale.. Niente di innovativo, ma niente anche di banalmente realistico, bensì un linguaggio che sviluppa tracce e potenzialità di suggestione lirica e di freschezza plastica.

 

Leopoldo Cattaneo Sculture – Hall dell’O.M. di Lodi, Largo Donatori di Sangue, Lodi – fino al 23 marzo p.v.

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