TEODORO COTUGNO AL MUSEO DELLA STAMPA E DELLA STAMPA D’ARTE


Cotugno e Gipponi

Grazie al cielo – ci sia perdonata la formula un po’ ovvia e retorica – si torna a parlare di grafica originale d’arte. Lo fa una istituzione che a Lodi è l’unica a saperlo fare: il Museo della Stampa e della Stampa d’arte Andrea Schiavi, Lo fa con una mostra di opere calcografiche di Teodoro Cotugno, presentata da Tino Gipponi, presidente dell’Associazione a sostegno del Museo, il solo che può esibire un interesse all’espressione artistica in generale e in particolare alla grafica incisa e alla stampa originale d’arte, per avere percorso un po’ tutti i gradi della attività critica.
Finalmente si può tornare a vedere un’incisione non fine a sé stessa; un’incisione che, per azione impressiva, diviene immagine grafica e stampa d’arte originale ancorché multipla; che fa parlare delle nascoste e palesi potenzialità espressive del suo linguaggio, trasformato in “forme di comunicazioni d’idee e poesia”Cotno e Gipponi al MdS
La mostra al Museo di via della Costa 4 è finalizzata a “servire” la conoscenza e la verifica, rivolta sia a chi già conosce sia a quanti vogliono conoscere aspetti pratici e operativi e sono quindi interessati all’ approfondimento. Questo l’obiettivo dichiarato dal direttore Osvaldo Folli che ha voluto la mostra di Cotugno per fornire un approccio utile a una corretta conoscenza e “lettura” del linguaggio inciso e stampato e della sua dimensione artigianale e artistica.
In tempi di grandi approssimazioni (anche didattiche), l’iniziativa, è pertanto un appuntamento imperdibile per leCotugno foto paesaggio 2 scuole lodigiane per le chiare finalità ideative e culturali, e per chi aspira a conoscere concretamente quel che avviene nel laboratorio-stamperia di un incisore, utile soprattutto se intenzionati a collezionare incisioni come bene culturale.
Il coinvolgimento nell’ iniziativa di un acquafortista considerato (a ragione) tra i migliori calcografi lombardi e italiani, legato da una fedeltà quasi esclusiva al paesaggio e alla natura e perciò stesso non distratto dal fascino delle invenzioni espressive, è significativo del rigore con cui il Museo si muove per poter tenere vivo nel pubblico l’interesse a un mestiere e alle sue radici che hanno alimentato un’arte tutt’altro che “minore”. Un’arte che però oggi conosce un deludente declinare d’attenzione spiegabile, solo con il mercato e la trascuratezza dei media.
Vero acquafortista, allievo a Urbino di Sanchini e Bruscaglia, due grandi insegnanti di pienezza morale e tecnico-scientifica, Cotugno ha focalizzato nel lodigiano la propria attività artistica sull’incisione con risultati di scrittura puntualmente conseguiti attraverso libertà di segno e freschezza di chiari e di scuri, realizzando trasparenze che a volte possono richiamare persino quelle “venete”, dove una natura ricca chiaroscuralmente ha un suo nutrimento romantico, ma è subitaneamente pronto a riprendere il timbro della vocazione propria di artista “lombardo” attraverso un impianto segnico che recupera intuizioni istintive e lucide di intensità solare, fatte di spazi vibranti d’aria e di fibrillata luminosità.
Cotugno e Gipponi (sala) IMG_0767Le tirature di Cotugno sono stampe che definiremmo “didattiche”. Consentono di verificare la qualità, il grado dell’inciso, le qualità fisiche e tonali dei supporti, la resa ottimale dell’immagine. Ma è soprattutto l’assunto interpretativo, cioè poetico, ch’egli conferisce con rinnovate risorse e morbidezze segniche a darne l’impronta: non solo tecnica ma espressiva, di contenuto elegiaco e poetico, che è al fondo delle sue convinzioni umane e artistiche.
Paesaggi, luoghi, ambienti, nature, cose raccontano in modo fervido e sensibile luci e umbratilità degli ampi spazi delle nostre campagne, fiumi e colline, con commosso rigore compositivo e una sua delicatissima “poetica della silenziosità”, che vien quasi spontaneo vagheggiare i silenzi – i silenzi, nient’altro, evitiamo equivoci – delle campagne metaurensi di Leonardo Castellani o quelli “interni” dello studio di Morandi.

Museo della Stampa e della Stampa d’Arte Andrea Schiavi: Opere grafiche di Teodoro Cotugno a c. di Tino Gipponi – Lodi, via della Costa n, 4  Fino al 22 febbraio p.v.

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