FRANCESCO M. LODIGIANI, DAGLI “ASTRI” AI “GRAFFI”


Lodigiani ai SabbioniConclusa che sarà la mostra di Rita Duchi e Francesco Visentini alla Fondazione S. Domenico di Crema, a cura di “Arteatro”, dal 7 al 22 febbraio p.v., lo spazio espositivo di via Verdelli 8 ospiterà una personale di Francesco M. Lodigiani, eclettico artista cremasco da anni insegnante di discipline pittoriche alla Scuola Popolare di Crema.
Dalla ricerca varia ed eterogenea – sia nelle tematiche che nelle tecniche – per verum-farum, conoscere per fare -, Lodigiani si può definire un eclettico che opera dentro all’esperienza artistica con una intenzionalità dominante: l’esigenza di una sdogmatizzazione attraverso l’esperienza, la ricerca e la sperimentalità. Ultimamente, con una certa dose di originalità, si era fatto notare per la ricerca di “armonie” e “congiunzioni” del corpo umano con le costellazioni astrali.
Nel repertorio delle sue proposte, a parte la trasposizione delle definizioni pragmatiche – l’arte è questo, l’arte è quest’altro – figura una politecnia legata a una varietà di materiali oltre ai colori: acciaio, plexiglass, pellicole adesive, legno, fotografie, pc, attraverso cui l’espressione trova contrasti e nuovi equilibri. Ultimamente ha spostato il proprio interesse dalle tematiche così dette “sacre” e da quelle scompositive a quella di connotazione evocativa di tipo primario. Nella mostra alla Fondazione Sant’Agostino affronta appunto un ciclo nuovo, quello dei “graffi” .
“Graffi neri” è, infatti, il titolo dato alla personale che documenta, quanto meno, la costruzione in progress di una identità artistica che non si accontenta di utilizzare i modelli a disposizione e orienta il proprio interesse pratico all’ampiezza stilistica, estendendo continuamente il repertorio formale.
Va peraltro detto che l’introduzione del graffio in pittura non è un procedimento nuovo. In Lodigiani esso tende adLodigiani 2 avvicinarlo a un certo primitivismo calcolato e intenzionale che nell’arte grezza cerca una sorta di antidoto al postmoderno.
Nato a Crema nel 1959, nei quarant’anni di carriera Lodigiani si è fatto conoscere prevalentemente come autore di arte sacra, progettista di arredi per il culto e in particolare vetrate. L’attuale momento o fase è probabilmente da collegarsi alla scelta di avvicinarsi a tendenze che propugnano una ripresa dell’essenza originaria dell’autenticità, per giungere poi a una rivitalizzazione dell’arte. Anche attraverso la manipolazione, la sua è una pittura che si avvicina all’arte murale, a un’arte che può essere compresa da tutti, anche perché riduce all’essenziale il repertorio. Sotto un certo punto di vista, l’esperienza dell’artista è una conferma del carattere composito e vario delle sue scelte. Nell’atteggiamento ultimo Lodigiani trae, probabilmente, motivi da tanti artisti anonimi di strada catturati dal fascino delle superfici su cui si deposita l’ azione del tempo e degli interventi di provenienza e contenuto diversi, dalle scritte ai disegni alle muffe e ai sedimenti.

Graffi neri– Personale di Francesco M. Lodigiani alla Fondazione S. Domenico, via Verdelli 8, Crema . Inaugurazione sabato 7 alle ore 17 . Orari dal martedì al sabato dalle 16 alle 19; domenica dalle 10-12 e dalle 16-18. Dal 7 al 22 febbraio

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