LUCA CARRA’, I VOLTI DELLA POESIA


eigenio montale

Eugenio Montale

Esattamente di questi tempi chiudeva a Milano “Spazio Forma”, interamente dedicato alla fotografia. Regione, Provincia e Comune di Milano come d’abitudine hanno fatto gli gnorri, replicando alle critiche che si trattava di una iniziativa privatistica e ignorando che erano stati proprio i rispettivi assessori che al loro insediamento, avevano rilanciato gli slogan della sinergie pubblico-privato e l’elementare considerazione che la cultura la si fa insieme e non separatamente. “Spazio Forma”, come altre importanti iniziative è finita così ad allungare a lista degli altri spazi dediti alla cultura chiusi (basterà ricordare la Fondazione Pomodoro), così anche il fotografo d’arte Luca Carrà, nipote del grande Carrà, noto in Italia e all’estero per l’ampia documentazione fornita attorno al mondo della cultura, ha dovuto rassegnarsi all’immigrazione per trovare spazio espositivo alla propria produzione.

ALDA MERINI

ALDA MERINI

Nato a Milano nel 1956, professionista dal 1979, Carrà lavora per l’editoria, attualmente collabora con Pulcinoelefante, conduce una personale ricerca sul monocromo e si applica in modi nuovi alla ritrattistica con insolite rivisitazioni e interpretazioni attraverso l’uso del colore. Fotografo particolarmente orientato all’architettura, al nudo e al ritratto di artisti, ha costruito la propria fama e il proprio prestigio grazie in particolare alla ritrattistica. Recentemente ha esposto alla Pinacoteca di Brera, dove ha presentato i risultati dei suoi scatti delle grandi sculture raccolte negli spazi museali. Sabato, a cura di Guido Oldani, a partire dalle 17, il fotografo-artista rianimerà gli spazi del Piccolo Museo della Poesia di Piacenza con una mostra interamente dedicata alla poesia e raccolta sotto il titolo “Il volto dei poeti”. Una scelta intrigante, scaturita da un domandarsi altrettanto intrigante: la poesia traspare dai volti dei grandi poeti? Sospeso tra la realtà e il sogno, tra ricordi e racconti di famiglia, Luca Carrà ha visto passare davanti ai suoi occhi e sentito narrare, i maggiori poeti, pittori, scultori e musicisti italiani e stranieri. La casa del nonno, Carlo Carrà, è stata

ALBERTO CASIRAGHIi

ALBERTO CASIRAGHIi

infatti uno straordinario crocevia di artisti, e di poeti e intellettuali, in particolare: da Campana a Bontempelli, da Cardarelli a Ungaretti, solo per citarne alcuni tra i più celebrati. Guardare oltre lo sguardo per carpirne i segreti, mettere al centro della propria indagine fotografica, l’anima più recondita del poeta, è stata dunque questa la sfida di Luca Carrà, il cui esito inatteso e stupefacente verrà reso pubblico, per la prima volta, al Piccolo Museo della Poesia, a partire da sabato. La mostra I volti della poesia è perciò il compimento, come si diceva, di oltre trent’anni di lavoro. In mostra, circa trenta fotografie – ritratto (in bianco nero), di altrettanti poeti e scrittori del Novecento italiano. Si potranno scrutare i volti, quasi rapiti, di Montale o Bigongiari, della Merini o di Sereni, e tantissimi altri, fino ad arrivare ai più noti contemporanei (tra i quali quelli di Guido Oldani e di Amedeo Anelli). La mostra sarà visitabile negli orari consueti di apertura del museo: dal mercoledì al sabato, dalle ore 11 alle ore 19, con orario continuato e proseguirà fino a sabato 14 febbraio incluso.

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