SIMONE OCCHIATO, LA REALTA’ IN UNA IMMAGINE


SIMONE OCCHIATO

SIMONE OCCHIATO

Simone Occhiato, trentatré anni, lodigiano, allievo all’istituto “ Piazza” di Tindaro Calia e Fabio Aguzzi, poi specializzatosi in grafica a Milano, pittore, grafico e illustratore da poco meno di una quindicina d’anni, attualmente in forza sulla Rivoltana alle ICR- Industrie cosmetiche riunite, una passione quasi esclusiva per il b/n, o meglio, per il chiaro e scuro e per le tonalità monocromatiche, che sottopone ad accordi unitari modulando la luce, L’anno scorso si è fatto notare al “Move” di Lodi, ha affrontato una personale al Castello di Cusago ed ha anche vinto il premio “Visioni armoniche” a Marudo. Dal prossimo 17 gennaio alla fine del mese esporrà al Caffé Letterario in via Fanfulla 3, a Lodi a cura della Bottega dell’Artista di Elena Mazzoleni (dove da tre anni insegna disegno e tecniche pittoriche), e proporrà una selezione di lavori realizzati con tecniche ad olio, Occhiato 5acrilico, penna Bic e mixage.
Nel laboratorio globale dell’arte attualista ci sta tranquillamente anche lui, anche se nella sua produzione (in quella conosciuta) pare esserci qualcosa che sfugge (non certo la scelta decisamente figurativa e l’impegno ideale), qualcosa che continua a fluttuare da quadro a quadro, da tela a tela da foglio a foglio.
Come “modello” non è una pittura nuova, corrisponde anzi a un certo cerimoniale espressivo diffuso, anche nel lodigiano. Ma al di la delle etichette con cui si cerca sempre di intrappolare gli artisti i suoi lavori hanno una caratteristica “narrativa”: possono scuotere, incantare, far sorridere, riflettere, indagare. Ci arrivano modulando una serie di contenuti in maniera efficace, siano essi idoli o icone del tempo o figure o paesaggi urbani. Le forme non si concedono alle stilizzazioni, ma a volte paiono ispirate a una certa ars combinatoria in cui però finisce per prevalere o il gesto o il segno grafico, o la materiaOcchiato 2 acquosa, dove è possibile incontrare anche qualche spunto da fumetto (o illustrazione). Tutto sommato enigmi da poco, che non c’è neppure bisogno da risolvere, perché appartengono a un certo realismo figurale consacrato dall’insegnamento e dal gusto popolare.
Poco a poco però le immagini di Occhiato ricostruiscono un universo in cui aleggia uno spirito osservativo, rapace, ironi-co, serioso, intelligente, transitorio. Ecco è appunto il transitorio della ricerca quel che si aggira, in questa fase, nella sua arte, quel che le dona il senso di stare nella contemporaneità. Anche se la scelta di certe figure retoriche non sempre arrivano a sorprendere fino in fondo.
Nelle figurazioni l’artista combina immagini di genere ed altre meno protette da atmosfere, comunque interessanti per il ritmo quasi febbrile del segno, lo scenario effervescente di luci, le velature in chiave lirica. C’è un certo espressionismo di corrente “neo”, c’è il gusto del particolare, non quello dell’ l’abbandonarsi a forme di eclettismo (oggi in voga); non c’èOCC SIMONE DELICATE SICUREZZE 50x70 concessione agli effetti virtuosistici. L’artista fa buon uso della propria libertà d’espressione, seguendo una propria musica interiore, che spesso combina con flash fotografici e altre volte con scelte tonali.
Biro e carta sono gli strumenti prediletti, gli chiediamo.”Sono strumenti che ho sulla scrivania ogni giorno, che mi permettono una immediatezza di rappresentazione inparagonabile”, è la sua risposta. Tuttavia, va detto, che sul piano della resa pittorica non sono meno espressivi delle tecniche ad olio…”Negli oli cerco di trasmettere sentimento…”.E nell’uso degli acrilici su tavola? “Sono superfici che tratto con dello stucco per renderle più lucide e scivolose all’acqua, sperimentando tecniche chiaroscurali”. Dunque, un’arte affidata molto alla materia, alla tecnica e alla dimensione sperimentale. A cui non manca la mano e la sensibilità, le doti acquisite e quelle innate, ed anche la riflessione estetica, la forza intellettuale ed espressiva. Non è poco, per non perdere la mostra. 

Simone Occhiato: mostra personale – Caffé Letterario della Biblioteca Laudense, via Gaffurio 3 Lodi – Inaugurazione 17 febbraio, ore 17 – Fino al 31 gennaio.

 

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