PIETRO BIANCHINI, TROVARE, PRENDERE, CAMBIARE


BIANCHINI Scan_Pic0206Davanti alle sculture di Pietro Bianchini capita di ascoltare frasi come questa: “E’ il cambiamento del linguaggio dell’arte”. Come dire: è un fatto, non si può tornare indietro. Non è né meglio né peggio di quel che era prodotto in passato. Descrive semplicemente il presente.
Un gruppo di suoi lavori sono da sabato a “Officine Adda”, una sorta di ritrovo in versione pop di Woody Allen, per ogni fantasia. Nella crosspollination dei linguaggi che animano il locale, le opere del massalenghino si ambientano a perfezione. Classe 1958, Bianchini si era fatto apprezzare all’ Accademia Gerundia e al Museo Archinti. Questa nuova esposizione ha trasformato il locale alla rotonda viale Europa in una vetrina di invenzioni.
Lo scultore assembla tutto quanto è destinato allo scarto. Non è il solo a misurarsi con la spazzatura. Coi recuperi d’officina, di sartoria, del cassettone della mamma, di qualche

PIETRO BIANCHINI: "Anubi che cavalca le coloorite forze del male"

PIETRO BIANCHINI:
“Anubi che cavalca le coloorite forze del male”

librerie sono stati/sono diversi i lodigiani a cimentarsi: Bonelli, Rasini, Esposti, Curti, Borsotti, Argentiero. L’abilità di Bianchini è diversa dalla loro. La sua è una capacità più di disposizione, esperienza e vitalità. Di montaggio e accelerazione nel rapporto tra il pezzo ritrovato (un campanello, la gamba di un tavolo, una puleggia, una catena di bicicletta, un compact disc, un legno,un manichino, un metallo, un ingranaggio, una catena di bicicletta, caschi, ferri da stiro, vernici ecc.) e la fantasia.
Spogliati di quel che erano, corpi e forme nelle sue mani tornano a un nuovo diverso status, passano da “prodotto” strumentale-funzionale-asservito a “manufatto” espressivo-fantastico-giocoso. Senza elaborazioni intellettuali o letterarie per “concettualizzare” la scelta. Tutto dipende da quel che l’artiere dispone. Tutto è rimesso alla dignità dell’intervento e al rispetto dei passaggi: ricercare,selezionare,

PIETRO BIANCHINI "Guardia a Porta Regale"

PIETRO BIANCHINI
“Guardia a Porta Regale”

organizzare, assemblare. Alla “mediazione” tra l’ipotesi di lavoro artistico-artigianale e la realizzabilità sul piano pratico.
Arte povera, arte combinatoria casuale, duchampismo, objet trouvé surrealista, ready-made, dada, simulazionismo. Si può chiamare in mille modi. Sono attribuzioni che fan parte dell’esercizio di un libero commercio. L’abilità di Bianchini nel tramutare arnesi, aggeggi, robe, oggetti in figurazioni visibili, è emblematica di un metodo di composizione che parte dal “riciclo” e fa intravedere il futuro. Le figurazioni, a valenza totemica o simbologica; colorate, arabescate, “barocche”, mostrano un personale diletto all’inventiva. Nelle rivisitazioni proposte si intravedono linee forza – archetipi, revival, suggestioni oggettuali, effetti sorpresa. Condite da emozione… artistica. Ma... In un nota onesta non potrebbe mancare un ma. Quello che suggerisce Bianchini è che si vorrebbe da lui un “oltre” alla pur importante capacità di organizzare e materializzare l’immaginazione. Qualcosa che sopravanzi il piacevole, il divertentissimo, il fantasioso, non si fermi al look e alla attrazione di una formula.

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