Andrea Cesari: un catalogo che rimette in forma


ANDREA CESARI  Catalogo: Percorsi artistici 1970-2014

ANDREA CESARI
Catalogo: Percorsi artistici 1970-2014

Non capita di frequente, a noi che scriviamo note d’arte, di fermare l’attenzione su uno strumento sussidiario qual è il catalogo di una mostra o di un artista.
Quello che accompagna l’ Antologica di Andrea Cesari al Soave di Codogno è un prodotto graficamente esemplare che si conquista la segnalazione. Completo nelle riproduzioni a colori delle opere è insieme un esempio di concisione e completezza nei sunti che ricapitolarizzano i cicli artistici. Agile e leggibile (anche nell’intervento di Amedeo Anelli) oltre che attendibile, è una piacevole pubblicazione di 36 pagine, formato A4 standard internazionale Iso, da costituire un’agile strumento di accompagnamento. Con giusto equilibrio anche bello, vistoso, allegro di colori, un prodotto insomma al quale si trova volentieri posto nella libreria di casa.
Progettato graficamente dallo stesso artista – Cesari ha lavorato come grafico free-lance in uno studio milanese dopo essersi diplomato in “Progettazione grafica” all’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino – e arricchito nel lavoro documentale dagli scatti del fotografo Mauro Corinti di Codogno, l’esemplare mette in giusta evidenza le competenze ed esperienze presenti nei 75 lavori esposti: silografia, calcografia, tessuti, risonanze materiche, terxture, superfici, architetture, arredi, colore, materiali, design, composizione, assemblaggi, stoffe ecc.
Stampato nel dicembre 2014 in 200 copie presso le Arti Grafiche Borella di Gi Ditta (una piccola impresa codognese attratta dal perfezionismo grafico), la pubblicazione rivela autentiche potenzialità e suggestioni. Non è, per intendersi, una di quelle inutili “minacce” che spesso aggrediscono e divagano sulle “rivoluzioni” di qualche artista e di cui non si vede l’ora di liberarsi, di quei prodotti che Enrico Baj, esponente dell’avanguardia accanto a Lucio Fontana, Bruno Munari e Piero Manzoni, non esitava a demolire.
Affidato per l’editing (operazione che richiede sempre grande attenzione e buona cultura) alla Ontheshadeside di Mauro Corinti, il catalogo di Cesari costituisce un esempio di rispetto della fruibilità. Non è solo un prodotto serio di comunicazione e di immagine, che rispetta nella composizione l’esatto rapporto colore e luce ed è diretto nelle aggregazioni dei testi. Ma non cerca neppure effetti artificiali, non fa quella esibizione di cinismo che oggi accompagna la mercificazione dell’opera d’arte, col rischio anziché di interessare di provocare sconcerto, se non disprezzo.
E’, in sostanza, uno strumento anche spoglio della valanga di enfatizzazioni e dilatazioni autocelebrative che si ritrova facilmente in tanti altri cataloghi in circolo sul territorio.
Ponderatamente ragionato, contiene ragionevolmente l’essenziale di immagini e di notizie giuste per conoscere e orientarsi. Non è poco.

 

 

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