Andrea Cesari al Soave. Una mostra che scaccia l’ombra del provincialismo


ANDREA CESARI  "Omaggio a Jacob Bòhme (Ottone e rame su lastra in ottone, 20x20x20, 1999)

ANDREA CESARI
“Omaggio a Jacob Bòhme
(Ottone e rame su lastra in ottone, 20x20x20, 1999)

Colore, materia, segno, figura , la bella e intrigante antologica di Andrea Cesari in corso al Soave – una mostra elegante, che dal semplice titolo potrebbe sembrare indicativa solo dell’abilità tecnica con cui l’artista sa creare i propri oggetti o forme con mestiere e creatività professionale -, i non molti codognesi (e lodigiani) che l’hanno visitata (sin qui), alla fine dell’ampio e ricchissimo percorso hanno dovuto riconoscere che nella grande varietà di assemblaggi, tecniche di colore, forme in natura, composizioni, forme geometriche, di plastiche e tessiture e trasparenze, eccetera, che danno l’idea (sui generis) di un’arte legata all’abilità nell’esercizio del fare, pur nella fredda razionale ineccepibile espositività, possiede “qualcosa in più” della semplice e pura ricerca. Un “più” del semplice risalire alle radici della mano, a quel che il Devoto affermava nel suo Avviamento alla etimologia italiana: “la mano è nozione esposta a influenze magiche…”. In tanta ricchezza di varietà e di immagini, con cui è riassunto un percorso di oltre un quarantennio – non c’è opposizione tra il lavoro manuale e il lavoro della mente. Cesari cerca di comunicare non le solite tradizionali sensazioni, emozioni e sentimenti, che la cultura del “bello estetico” ci avevano lasciato e che ancora resistono, ma quel “di più” che è frutto della continua partecipazione

ANDREA CESARI "L'importranza del numero 1" (Tecnica mista - faesite; 120x120, 2012

ANDREA CESARI
“L’importranza del numero 1”
(Tecnica mista – faesite; 120×120, 2012

“mentale” al lavoro creativo della mano.
I messaggi che escono da questa poliedrica mostra (aperta fino all’11 gennaio), possono essere diversi: sicuramente di padroneggiamento tecnico-artigianale, ma anche, principalmente, di concretezza, artistica e non solo arredativa; di variazioni originali di elementi scambievoli, realizzate a volte con scaltrezza e sempre con equilibrio di gusto; di diversificazioni policromatiche, che hanno una loro ragione di “culto statico”, soprattutto là dove dialogano con frammenti e lavorati naturali e industriali e realizzano con essi circondanti strutture; ecc. Eppoi, quelli che distinguono le varie “mani” che personalizzano la civiltà creativa di Cesari attraverso assemblamento di legni, metalli, materiali industriali, creando composizioni per “mostrare”; oppure foglie, semi, aghi di pino, cortecce uniti in altri contenitori e che offrono un percorso diverso dal richiamo naturalistico.
Quella di Cesari è insomma una mostra visivamente un po’ “fredda” nella sua razionale esposizione per cicli, comunque intrigante, alla quale non mancano, tra tanto gusto moderno e contemporaneo, lavori di mano e di mente, di energia fisica che domina l’oggetto o la materia e la trasforma, anche il richiamo alla tecnica ad olio,alla pittura e alla grafica degli anni Settanta e Ottanta. Documentano, in un certo senso, un risalire alle radici, e quanto si è evoluta nel codognese l’arte recente, fatta di studi, equlibri, dinamiche, ritmi, trame, texture, sacchi, legni, carte, mixage, assemblaggi.
Una ricerca “sistematica” la sua, che, partita da lontano e giunta nei territori del concettuale, si contestualizza oggi – nel nostro mondo tecnologico -, dando al concetto di arte un carattere aperto, in continuo divenire sul piano di una sperimentazione che mentre è estetica richiama a metodi concreti; a una poetica del costruire e del fare che mette a “produzione” con intelligenza materiali poveri, scartati, realizzando esiti di limpidezza, di onestà e di socialità, che ne distinguono il carattere personale anche là dove, da un certo punto di vista, può richiamare nomi di artisti che hanno arricchito la cultura della propria produzione visiva.

ANDREA CESARI:”Percorsi Artistici – Opere scelte 2014 / 1970 – Colore, materia, segno e figura” a cura di Amedeo Anelli – VECCHIO   OSPEDALE SOAVE via Gandolfi n° 6 – 26845   Codogno ( LO ), La mostra resterà aperta fino all’ 11 Gennaio 2015 ORARI APERTURA:   Venerdì pomeriggio dalle ore 15,00 alle19,00 Sabato e Domenica ,mattino dalle ore 10,00 alle ore 12,00 pomeriggio dalle ore 15,00 alle19,00
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One thought on “Andrea Cesari al Soave. Una mostra che scaccia l’ombra del provincialismo

  1. luigi.bianchini57@alice.it ha detto:

    Grazie per l’invio e cogliamo l’occasione per farti i migliori auguri di un felice 2015 A presto Monica e Luigi

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