RICORDO DI MARIO UGGERI, MAESTRO DEL GENERE LETTERARIO NEL FUMETTO ITALIANO


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Dieci anni fa moriva a Merate nel lecchese dove si era trasferito, Mario Uggeri, uno degli illustratori-fumettisti italiani di maggior prestigio. Attività che aveva lasciato negli anni Ottanta per dedicarsi interamente alla pittura. Lodigiano puro sangue – di coloro che non esitavano a correggere chi gli attribuiva radici lecchesi -, Uggeri era nato a Codogno, città che come tutte le altre dell’Alaudense fa sempre grande fatica a ricordare i suoi figli migliori. Non sempre, non tutti, ma quasi. Anche a qjuelli che gli ha concesso la “cittadinanza onoraria” . Nato nel ’24, Uggeri aveva lavorato al Corriere dei Piccoli e al Corriere dei Ragazzi, si era fatto apprezzare per le collaborazioni con Gian Luigi Bonelli e per avere legato la propria firma a Tex Willer. Aveva collaborato con le Edizioni Audace realizzando tra l’altro Ipnos, Red Carson e Yuma Kid e con l’Editrice Universo per la quale aveva inventato Rocky Rider. Infine, aveva prestato la mano di disegnatore alla Domenica del Corriere. Nel 2001, in occasione del cinquant’anni di attività disegnativa, Merate gli dedicò una antologica. Bruciò sul tempo, o suggerì, l’anno dopo, alla Provincia di Lodi e al Comune di Codogno, di accodarsi, in coincidenza con quella che gli veniva dedicata dalla città di Milano. A dieci anni dalla morte, avrebbe meritato d’essere non solo ricordato, ma approfondito, per gli elementi del suo linguaggio autonomo, comunicativo e originale, per il messaggio di intelligenza, immaginazione, creatività e gusto estetico. E’ stato un “artista”Uggeri e Tex battaglia-2che poneva di fronte a un genere diverso, sia quando realizzava le copertine della Domenica del Corriere, sia nei disegni di Tommy River, sia nelle collaborazioni con Mino Milani. Vignettista, disegnatore, ritrattista e pittore, gli va decisamente riconosciuto di avere contributo alla affermazione in Italia del fumetto come “genere letterario”, facendogli assumere una posizione non parassitaria rispetto agli altri fenomeni artistico-espressivi. Con prepotente effusione del visivo, il lodigiano è stato autore di curatissime inquadrature di gusto particolare, in cui si apprezzava l’immediatezza comunicativa, l’annotazione ambientale, i particolari veristici, la fusione tra i dettagli visivi e l’essenzialità del parlato. Oggi è facile, più di quanto non sia stato ieri, riconoscere alla grafica d’illustrazione codici estetici.. Uggeri cercava soluzioni stilistiche mutuandole da altri generi, integrandole in un contesto di rappresentazione originale. A ragione egli va considerato un maestro di stilizzazione naturalistica, dove però l’allusivo non rinuncia ad essere imitativo; dove elementi originali si intrecciano agli elementi standardizzati e la forza comunicativa dei personaggi con le funzioni del montaggio.

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