“LIFE”: IL SOAVE DI CODOGNO LUOGO DELL’IMMAGINE


 

ENRICO ARVATi

ENRICO ARVATi

In questi giorni negli ampi spazi del Soave a Codogno c’è l’eterogeneità che riflette l’interconnettività del contemporaneo: novità, curiosità, meraviglia, autenticità, interesse. Con il coordinamento di “Emotions of the world”, lo spazio è stato trasformato da Eddy Ratti, consulente della Hernandez Art Gallery e dalla pittrice Geovana Clea, ideatrice del progetto, nonché dal gallerista Consuelo Hernandez in una esposizione dove si confrontano e misurano linguaggi artistici. L’ex Soave“ è stato convertito in una parata di cosmologie personali in cui si esibiscono (fino a sabato) una quarantina di artisti di mezzo mondo (Italia, Brasile, Germania, Usa, Turchia, Svizzera, Giappone, Polonia, Argentina, Bolivia, Portogallo, Spagna, Belgio, Romania e Francia). Scontato che in una mostra di tanti nomi sfumino le distinzioni tra professionisti e non, tra outsider e insider, tra artisti proposti e “invitati”. Aperta da una performance di danza di Umberto Gesi e Giulia Sposito, “Life” ha sin qui richiamato un pubblico numeroso e non occasionale, e offerto stimoli all’analisi e all’interpretazione dell’attuale cultura visiva. In particolare, si è messo in evidenza il gruppo di quegli italiani che hanno decisamente superato la dimensione dell’arte intrattenimento e che si confrontano da pari con gli artisti degli altri Paesi imponendo spesso le loro immagini, distinguendosi per l’ intensità delle ricerche e la qualità delle costruzioni: l’originale e fantasioso Enrico Arvati, il milanese Andrea Bellettato, che porta avanti un’arte-denuncia sul degrado cittadino; la sandonatese Elena Furlanetto, nota per le sculture in metallo in cui mette natura, filosofia, astrazioni; il piacentino Francesco Summo, dal tocco fantastico e poetico. Presente in questi giorni anche a Palazzo Broletto a Miano è Mauro Lacqua, artefice di un’arte corposa e materica. Con loro sono da ricordare Alfredo Favaloro, Nadia Bordanzi,, Gabriela Cavalca, Massimo Costantini, Aldo Dragoni, Ambrogio Tacconi, Amedeo Malfeti, Marino Lecchi, Giovanni Manzoni, Alessia Melampo, Giovanni Manzoni. Tre infine i lodigiani:: Simone Sbaruffati (Simon) di Caselle Landi, artista che si autodefinisce psicadelico e “munny”; il codognese Valentino Ciusani, pittore dalle figurazioni accuratamente annotate e il casalese Walter Milanesi, corniciaio ma anche autore di un filone parallelo artistico di flagrante vivacità e immediatezza con cui porta in superficie immagini mentali e interiori. Si segnalano inoltre le convincenti presenze di Geovana Clea, artista di gusto sicuro e sviluppato, Allan Vitor, Daniela Matchael, Brigitte von Humboldt, Vera Christians, Chelsea Owens, Grace Ivo, Gultekin Bilge, Nacha Piattini, Kaz Orii, Mariola Landowska, Marc Lostalò, Filomena Neves, Helena de Medeiros , Yann Le Rousic, Carole Pavio, Olivier Lamboray, Mary Buhler . Xicofran, Isabelle Ardevol, Nacha Piattini, eccetera. Alcuni sono conosciuti e di esperienza, notati per l’autonomia di farsi interpreti di visioni e contenuti e per l’individuale capacità di uscire dall’impasse di una produzione contemporanea di massa.

EX SOAVE CODOGNO Una inquadratura dell'allestimento di LIFE

EX SOAVE CODOGNO
Una inquadratura dell’allestimento di LIFE

 

 

 

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