LAURA TELLI, PAOLO NEGRI, DOMENICO PUGLIA, GUIDO BIANCHI


DOMENICO PUGLIA: "Te salato della Mongolia"

DOMENICO PUGLIA:
“Te salato della Mongolia”

TRE VIAGGI E UN “FUORI PORTA” alla ricerca di iconemi significativi

 

Tra via Volturno, Piazza Mercato e piazza Vittoria a Lodi c’è da farsi una scorpacciata di immagini di viaggi e paesaggi esotici e di giterelle “fuori porta”, opera da quattro fotografi del Gruppo Progetto Immagine: Niluka Laura Telli, Paolo Negri, Domenico Puglia e Guido Bianchi. Si tratta di “selezioni” di dettaglio fotografico diverse – alcune con qualità di ripresa – che documentano paesaggi e situazioni specifiche e attivano con scelte semiotiche notizie di differenziato interesse e intensità, Nel complesso proposto da “Fuori

NILUKA LAURA TELLI: "The Island Tales"

NILUKA LAURA TELLI:
“The Island Tales”

Festival” il visitatore incontra mondi diversi espressi con cognizioni differenti. Alla Fiaschetteria di via Volturno la Telli fa assumere a particolari e a paesaggi rispecchiamenti di contrasto non dissimili da quelli che fan cogliere un pittore o un poeta in cerca di sensazioni nuove. The Island Talesrivela una fotografia di rappresentazione, di conoscenza e approfondimento del mondo in cui viviamo. “Integrante” la proposta da Paolo Negri, autore di “Delta di Parnaiso” in Brasile, presentato al Bar Bonsai di Piazza Mercato ang. via Volturno. Si tratta di immagini colte liberamente, correttamente espresse con spontaneità creativa e buon mestiere, rispettando quell’organizzazione formale che aiuta a cogliere significati profondi e suggestivi. e salato della Mongolia”, in atto al Bar Cinque di Stefano Zoncada in via Volturno 5 a cura di Domenico Puglia documenta un aspetto della vita, del lavoro e

PAOLO NEGRI: "Delta do Parnaiba" (Brasile)

PAOLO NEGRI:
“Delta do Parnaiba”
(Brasile)

dell’economia in quella zona dell’Asia orientale, fornendo una rappresentazione che aiuta il rapporto simbiotico con quella terra e la sua gente, grazie anche a un intelligente uso della strumentazione e l’estetizzazione figurativa. Nel casereccio (o nel nostrano) si protegge Guido Bianchi, con “Gradella”, che al Bar 12-12 in piazza Vittoria 35. propone uno dei borghi del comune di Pandino, noto per i prodotti caseari, del quale, con misurato richiamo viene esposto un paesaggio che ha saputo resistere ai capannoni, alle villette geometrili e ai supermercati. Un pugno di mostre, insomma, che non celebrano il “bel paesaggio” e offrono una spinta a scoprire, senza troppi cedimenti alle mistificazioni del colore, varietà di situazioni, e aiutano a conoscere alcuni dei fotografi dotati tecnicamente e di sicura dose di cultura.

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