UGO MAFFI E LE STAMPE D’ARTE


Maffi  e Caserini  in uno scatto di Franco Razzini

Maffi e Caserini
in uno scatto di Franco Razzini

Segno e gesto, materia e colore, stampa piana e stampa incisa nell’arte di Ugo Maffi. Insieme naturalmente agli altri caratteri dominanti delle tecniche da lui praticate: la litografia , la silografia, la mischtenik, la stampa originale, qualche tentativo “monotipale”, che costituiscono un capitolo non sottovalutabile della sua esemplare attività. Domenica, all’ex chiesa dell’Angelo, ne fornirà un’ampia ricognizione Tino Gipponi, uno degli studiosi delle arti calcografiche, che il linguaggio lo conoscono, come dire, anche dal suo interno. Che nelle prime lito anni Sessanta ha individuato impronte a macchie larghe, che richiamano l’effetto lavis dell’inchiostro diffuso con pennello su carta. Una procedura esibita dall’artista nel processo che lo ha visto partecipe, sia pure in posizione autonoma, dei fermenti dell’arte milanese e lombarda, per non dire italiana.
Maffi è stato tra i nostri più autorevoli protagonisti, che alle varie forme di “impressione” (litografie su pietra, silografie, acquaforte-acquatinta-puntasecca e monotipi) ha dedicato immaginazione e mestiere di aggiornata modernità. Ha lavorato 600 matrici. Una cinquantina di esemplari daranno vita alla mostra messa in piedi da Gipponi con la collaborazione di Luigi Maiocchi, Sergio Zanaboni e Assunta Saccomanni. L’intento è richiamare attenzione sugli aspetti appropriati del linguaggio e a quelli “segnaletici”;  recuperare le visioni poetico-profetiche e investigare – nel segno, nella azione pressiva e negli interventi integrativi – le identità tecniche del messaggio grafico visivo.
In Maffi la composizione risulta sistematicamente meno atteggiata, quindi più estrosa e scompostamente immediata, non per questo poco efficace. Le complesse e talvolta sovrapposte elaborazioni praticate e via via prodotte, hanno per ultima convergenza la pittura e la grafica che negli ultimi cinquant’anni ha avuto lustro in Europa. Benché non del tutto avulso da oscillazioni formali, Maffi è stato incisore nel senso più pieno. Tra l’altro ha scelto e affrontato materiali non docili (il legno e la pietra e poi lo zinco) che opponevano al suo strumento una resistenza diversa che non la carta alla penna, la cera su lastra o l’olio su tela.
Annota Gipponi che dai primissimi esiti litografici Maffi, presentò “in rare e limitatissime tirature” una inclinazione del suo espressionismo, “che accoglie in una veduta allargata orizzonti di maestri massimamente stranieri”.
Cosa gli premesse  esprimere nelle silografie, me lo disse lui stesso nel suo laboratorio al Revellino: “L’energia”. L’energia è appunto uno degli elementi più visibile e più vitale che si può cogliere nei suoi esemplari. Naturalmente, non il solo. Tecnicamente lo si apprezza nelle gravure sur bois (a più tavole o a legno perso) dove emerge nei tagli negativi, nelle tracce libere degli strumenti d’incisione del legno, nei leggeri interventi di “sgorbiatura” e “bulinatura”. Ma è presente pure nei propositi interpretativi affidati alle elaborazioni manuali coi pastelli e gli inchiostri grassi sulle matrici litografiche. I risultati sono un sapiente amalgama di sensibilità e di rimandi espressivi e naturalistici che conferiscono alle tirature consistenza estetica ed emotiva.  

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 A Ugo Maffi il Museo Vito Merlini di Belvedere, nato nel 2006 da un filantropico gesto dell’omonimo collezionista e per volontà dei quella Amministrazione Comunale è stata dedicata una sala nella convinzione che proprio nel significato etimologico della parola “grafia” intesa come “segno, disegno, incisione” risiede la poetica dell’Opera d’Arte che si concretizza nell’immediatezza del gesto grafico, che non permette esitazioni, pentimenti e che manterrà sempre il carattere di semplicità e freschezza. La raccolta è composta da 279 fogli tra incisioni, litografie, xilografie e serigrafie. Ugo Maffi è rappresentato in modo completo insieme a nomi importanti della grafica italiana: gli incisori puri  (Viviani, Piacesi, Bartolini, Zancanaro, Gulino, Mongatti, Greco, Morena, Parigi, ecc.), oltre ai pittori e scultori che si sono dedicati alla pratica delle tecniche incisorie e litografiche con straordinari risultati ( Baj, Breddo, Carrà, Guerricchio, Guttuso, Possenti, Morlotti, Maffi, Manzù ecc) e i molti altri nomi di spicco: Carla Accardi, Annigoni, Cantatore, Dorazio, Fattori, Goya, Marino Marini, Mirò, De Chirico, Dalì, Saetti, Sassu, Scialoja, Soffici, Vangi, Vittorini.
Nel 2009 Maffi ha tenuto al Museo Merlini una personale: “Gli Angeli e Gli Approdi – Mais où sont les neiges d’antan?” 
                                                                     
 Ugo Maffi e la stampa d’arte – Lodi – chiesa dell’Angelo – via Fanfulla, 22- dal 16 novembre al 14 dicembre 2014- Orario: da martedì a venerdì dalle 16 alle 19 sabato e domenica dale 10 alle 12 e dalle 16 alle 19 –
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