UN REPORTAGE DELLA FOTOGRAFA GIOVANNA SILVA


Cover-Giunta-Silva-Islanda-mPresente a Venezia
alla XIV Biennale Internazionale di Architettura
con un suo progetto, ha realizzato
con Claudio Giunta un libro di viaggio sull’ Islanda.
Impegnata in editoria
pratica una fotografia come traccia della realtà
ponte tra noi e il mondo.
Con l’editore scrittore giornalista
Alberto Saibene
storico della cultura italiana del XX
sarà alla Libreria Sempreliberi
a Lodi il 22 ottobre

 

All’interno del progetto “Lodi ruota della cultura” e del programma di incontri “RisuonArte. L’Eco dei luoghi”, dedicato a Laura Pietrantoni, alla Libreria Sempreliberi (via Gaffurio 18, Lodi) sono in calendario alcune interessanti iniziative (incontri con gli scrittori Giusi Quarenghi e Sergio Peter, già intervenuti, e quelli programmati con Guido Conti, Antonio Moresco nonché una serata (22 ottobre, ore 21) con la fotografa milanese Giovanna Silva e l’editore Alberto Saibene. Parleranno del libro di fotografie “Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda”.

La fotografa GIOVANNA SILVA

La fotografa
GIOVANNA SILVA

L'editore scrittore ALBERTO SAIBENE

L’editore scrittore ALBERTO SAIBENE

Saibene è consulente editoriale, scrittore, giornalista, esperto di storia della culturaitaliana del XX secolo, curatore di una mostra su Adriano Olivetti allo Spazio Oberdan a Milano, per il resto “dilettante”; Giovanna Silva è giornalista, scrittrice ed editore lei stessa insieme a Saibene. Fan parte di quella galassia che ha il libro al centro. Insieme, naturalmente, a una serie di pratiche, produzioni verbali e non verbali che lo accompagnano, contornano, prolungano, sostengono Compreso quella di coltivare gli interessi di quella estrazione di viaggiatori solitari (o quasi) che amano avventurarsi in giro per il mondo. O preferiscono leggere qualche libro di viaggio e fantasticarci sopra, seduti nel comodo soggiorno di casa.
Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda” (ed. Quodlibet Humboldt), è nato dall’incontro tra gli scatti di Giovanna Silva e gli appunti di viaggio dell’italianista Claudio Giunta. Il volume ha un carattere decisamente non effimero. Non è dei tanti che ingolfano le librerie all’inizio d’ogni d’estate. E, una volta letto, il lettore non si sente paralizzato a sbarazzarsene. Sobrio nell’immagine è un “prodotto” ben fatto, che merita un posto nella libreria di casa e suggerito a qualche amico che di sghimbescio ha un rapporto contraddittorio con la natura. Forse per questo ha trovato immediato riscontro sulla stampa, tanto che in pochi mesi lo hanno recensito Laura Ricci (Il Sole24 ore), Sabina Ragucci (Doppiozero), il Foglio, Gianluca Pulsoni (Alias/il Manifesto) e Luca Sebastian (Pagina 99) ecc. e, prevedibilmente, lo faranno altri, man mano che lo scopriranno.
Ciò che interessa qui non è però il suo successo (decretato da diverse librerie che lo hanno presentato) e neppure di recensirne il risultato. Fondamentale è senz’altro il contributo di Claudio Giunta, autore di pagine gustose di osservazioni sul viaggio, “cucinate” insieme a letteratura, riflessioni, ricostruzioni storiche, cronache recenti, incontri con la gente di Reykjavik e magiche “pennellate” di colore destinate a luoghi più o meno nascosti L’intenzione è parlare dell’attività di fotografa di Giovanna Silva, 33 anni (si potrà dire?) architetto e artista, presente a Venezia con un suo progetto alla 14° Mostra Internazionale di Architettura, diretta da Rem Koollas, attivissima su vari fronti culturali, con un approccio universitario con l’antropologia che gli ha lasciato dentro una certa inclinazione a indagare.
Dell’Islanda coglie aspetti abbastanza insoliti, non il classico assaggio da cartolina. I suoi scatti non sono destinati al turismo. Ma a mettere in rapporto con una terra misteriosamente percorsa dalla “sublimità” del vuoto, dalla solitudine, dove gli uomini dialogano con i vulcani, i campi di lava, le sorgenti d’acqua calda, i deserti sabbiosi degli altipiani. E dove i problemi dell’economia finanziaria non sovrastano quelli della organizzazione sociale e politica.
Le fotografie della Silva rivelano un rapporto emozionale con paesaggi, persone, ambienti, e, soprattutto, coi silenzi di quella terra, da farci chiedere sorprendentemente quanto possono avere influito e migliorato i suoi risultati fotografici. Gli scatti hanno il loro tempo, durano un baleno, ma catturano al completo, posseggono a volte quell’istante gratuito e ambiguo, bello o brutto che sia, moderno (nonostante), che aiuta a scoprire il valore di emblematica obliqua verità che lega l’uomo alla natura. L’interesse dell’artista va a fissarsi su un paesaggio dai tratti disagevoli e a volte vuoti, dove altri fotografici direbbero che non c’è nulla di particolare da vedere. E che invece lei approfondisce con una vis che può apparire filosofica o sociologica. Silva, ha compreso come certe immagini possono cambiare completamente le carte in tavola ed è attenta nel cogliere il senso della relazione che ognuno di noi ha con il mondo e con sè stesso, memore dell’invettiva di Giovanni Arpino contro le fotografie: “ Bugiarde, maligne, velenose, qua scavano, là gonfiano, Tradiscono sempre.” In quelle della Silva c’è attenzione a scegliere le immagini che non tradiscono per soggetto e qualità la “vera” Islanda, in grado di compattare un continuo presente e presentare scatti sottratti ai rischi di un qualche inganno della corteccia cerebrale. “L’avventura di viaggio” vien come convertita in un eccesso opposto, da rendere possibili immagini salvate dal “non senso”, recuperate a traccia della realtà, salvando la fotografia dal museo.

Una immagine del panorama islandese  catturato da Giovanna Silva

Una immagine del panorama islandese catturato da Giovanna Silva

 

 

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