XVI EDIZIONE DI CARTE D’ARTE ALL’EX CHIESA DELL’ANGELO a LODI


Jurgen Czaschka

Jurgen Czaschka

La XIV edizione di Carte d’Arte che si inaugura sabato 27 settembre all’ex-chiesa dell’Angelo (via Fanfulla 22, ore 17,30) si presenta secondo tradizione sotto il segno della qualit. Che, trattandosi di una esposizione calcografica, è la prima cosa da chiedere all’incisore, essendo affidata alla qualità del segno ogni discorso di relazioni più complesse. E’ notoriamente con la qualità del segno che l’artista conferma l’approccio privilegiato per la comprensione del mondo, visto come “sistema di sistemi di segni”, alla maniera teorizzata da Umberto Eco e sostenuta da Leonardo Sciascia. A garantire la qualità di Carte d’Arte oltre che l’accuratezza nella selezione degli artisti e nell’ordinamento della mostra da parte della Associazione Mons. Quartieri, è il pugno di calcografi di valore, alcuni autentici maestri dell’arte incisoria, autori di riconosciuto spessore ed esperienza internazionale: Jurgen Czaschka, Roberta Zamboni, Xavier de Maistre, Federico Romero Bayter, alle cui opere si affiancherà un Omaggio alla compianta acquafortista, figlia del Pulésan veneto, Carolina Marisa Occari, che fu ospite alla XII Carte d’Arte, artista di vellutata intensità e di accecante luminosità, defunta il maggio scorso.

Xavier de MAGISTRIS

Xavier de MAGISTRIS

Del viennese Jürgen Czaschka son note soprattutto le incisioni realizzate a bulino. Nel 2002 decise di interrompere la produzione incisoria e di dedicarsi alla scultura. A distanza di una decina d’anni si ricordano ancora le sue stampe provocatorie (ristampate in occasione di una mostra alla Galleria Ostrakon) del Don Giovanni, che lo collocano per la narrazione ludico-sarcastica nell’ epica della paganità. Gli si contrappone la visione d’epica naturalista, con inclinazione anch’essa alla filosofia, di Xavier de Maistre, allievo di Mario Calandri, incisore preciso, dal segno estremamente nitido che conferisce agli esiti delle lastre qualcosa di conturbante e araldico. La sua produzione è una riserva di beccacce, civette, upupa, martin pescatore, cervi, cinghiali. A cui non mancano paesaggi, castelli, palazzi e soprattutto ritratti. Soggetti colti tutti con sguardo da poeta, che sa far rivivere ogni atmosfera.
Il boliviamo Federico Romero Bayter è un vedutista visionario. Almeno questo è quanto

Federico Romero Bayter

Federico Romero Bayter

ricordiamo della sua mostra a Nuovo Spazio a Piacenza. Dotato di grande sensibilità nel cogliere albe, crepuscoli e notturni, conferisce all’immagine una visionarietà tutta speciale, quasi ottocentesca, in un accumulo di sommovimenti dell’animo.
La ravennate Roberta Zanaboni è acquafortita versata alle tematiche dell’ambiente e del sociale. Vincitrice ad Acqui Terme (senza essere aggredita da un Furio Romualdi, alias Leo Stein, come capitò a Flavia Belò e Maria Grazia Mezzadri), mostra in certe tirature (non sempre) un segno hartunghiano adatto a conferire vibrazioni all’immagine. La Zanaboni lancia folate di segni che ricostruiscono poeticamente la realtà, rivisitando la memoria con l’attualità.

 

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