“E-STATI D’ARTE”, MAURA BACIOCCHI


MAURA BACCIOCCHI visual-designer decorator

MAURA BACCIOCCHI
visual-designer decorator

Ci sono gallerie che chiudono. E’ la crisi, si dice. Spazi pubblici e privati che non riaprono. E’ la decadenza, si afferma. Laboratori artigiani che si trasformano in gallerie. E’ l’intraprendenza, si sostiene. E ancora, ci sono esercizi pubblici che si arredano con pitture alle pareti. Una presunzione, ma la si approva. Ci sono poi mostre pop-up itineranti da un negozio all’altro. Case private che si aprono a rappresentazioni e progetti. Studi e atelier adattati a esposizioni. Cascine e banche che coordinano esibizioni. Per l’arte made in Lody la strategia è quasi obbligata. Ognuno ha la sua. Difficile trovare luoghi inesplorati. Forse le biblioteche… Ma qui c’è da considerare l’aspetto funzionale della pittura: che a volte si può smarrire a vivere nei luoghi deputati alla cultura.
Al Coffee di via Roma a Codogno, al numero 53 dell’importante strada cittadina si propongono fino al 6 settembre sotto il titolo “E-stati d’arte” due lodigiani: la visual designer-decorator Maura Bacciocchi, insegnante di disegno all’Accademia Gerundia di Lodi e vicepresidente dell’Associazione Artisane di Codogno e il pittore locale Valentino Ciusani, una che mette in arte con gentilezza contemporanea forme di scarpe (acrilici) e paesaggi (photo), l’altro che preferisce rimanere sul sicuro con figure umane.
Maura Bacciocchi, visual designer-decoratorMilanese di nascita, la Bacciocchi come prima formazione artistica cita il Liceo “Callisto Piazza”, ma è Brera che gli ha insegnato a confrontarsi con esperienze più estese: decorazioni: campo molto vasto, che comprende la trasformazione, l’arrangiamento, il restauro, l’habitat umano e l’architettura d’ìnterni. E che può spiegare la varietà di compiti e di collaborazioni della Bacciocchi dopo l’Accademia e il diploma, che l’hanno coinvolta dalla pittura al disegno, dalle decorazioni al piccolo restauro, dall’architettura del paesaggio alla progettazione urbana e ambientale all’arredamento d’interni. Una esperienza professionale che messa giù così si potrebbe immaginare sommaria, ma che invece rivela come la Bacciocchi sia una donna che prende sempre ogni cosa molto sul serio. Attualmente, dal 2013, dopo avere svolto compiti a Ricci Casa, si occupa come visual designer della progettazione di prodotti grafici e multimediali e di comunicazione attraverso l’immagine. Nei lavori al bar di via Roma, dove aveva già esposto lo scorso anno (Di-stanze per-correre ) con il piacentino Nicola Traversoni, praticamente reinterpreta certe stagioni delle sue esperienze: materiali, procedimenti, sperimentazioni dentro l’immagine. Possibile anche cogliere gli elementi che hanno sin qui differenziato le sue esperienze.

BACCIOCCHI: "Per-Corsi", Photo, 2014

BACCIOCCHI: “Per-Corsi”, Photo, 2014

Le immagini appartengono a un repertorio selezionato, visibile anche in Internet. Non prospetta nulla di esclusivo o di intrigante rispetto ai modi d’esprimersi del contemporaneo. C’è solo da chiedersi dove nasca il linguaggio della Bacciocchi? Si dirà: nella mente, con una certa ovvietà. Ma se la sua origine la si volesse rintracciare nell’esperienza creativa, nelle motivazioni soggettive, nel suo spazio-vissuto probabilmente risulterebbero delle curiosità. Anche perché il linguaggio della creativa lodigiana presenta nelle scelte espressive, una capacità di adattamento a necessità sia reali che fantasiose. In tal modo essa fa anche corrispondere l’immaginazione alla parola (Pa’ e’ saggio, Here & Now, Ro Sa., Ferma Lì, In-quiete,Per-corsi, ecc.) E questa a essa. Dunque, rende la parola a dimensione di quel che l’estro personale immaginante, seppure arbitrario e bizzarro, pretende.
Valentino Ciusani si conferma il pittore di taglio familiare e comprensibile che conosciamo. Distante dalle tensioni presenti nell’arte attualista. Superati i cinquanta, si avvale della propria maturità espressiva e del consolidato bagaglio tecnico per sostenere una concezione della figura umana ”antipretenziosa”, marcandola con rappresentazioni di “atteggiamenti normali” che lasciano al corpo la sua dignità di forma tra le altre forme della natura. Il suo repertorio è dedicato prevalentemente all’uomo e alla donna, descritti con una punta di eleganza e qualche concessione alla posa; dando preferenza al particolare e allo scorcio, sottraendo l’immagine all’ architettura e da ogni emozione morbosa.
        

 

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