AL MUSEO DELLA POESIA I LIBRI D’ARTISTA DI FEDI E GINI


 Dal 27 settembre al 25 ottobre a Piacenza

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E’ già stata segnalata la nascita a Piacenza (in vicolo della Pace n.5, a una ventina di metri dal Duomo) del Piccolo Museo della Poesia Incolmabili fenditure. I soci dell’associazione, tra i quali Guido Oldani e Amedeo Anelli, hanno concretizzato con i prevedibili e immaginabili sforzi, l’obiettivo di far nascere in riva al Po nella città farnese il primo museo della Poesia in Europa.
Ci si chiederà se non bastavano le esistenti numerosissime Case, Circoli, Club, Associazioni della Poesia, iniziative certamente prestigiose e meritevolmente dedite alla promozione e all’incontro, da sfidare la tagliente crudeltà di Adorno che parlava del museo (mausoleo) come della sinistra “tomba di famiglia delle opere d’arte”.

FEDI Fernanda: "Rep JKL", 2013

FEDI Fernanda: “Rep JKL”, 2013

La funzione “museale” va oltre ai compiti delle Associazioni, Case o Circoli della Poesia, include la conservazione e la vivificazione di un bene, di un oggetto, di un’opera d’arte. E’ a questo obiettivo che punta il Museo della Poesia, dotato di una straordinaria collezione di Poesia italiana del ‘900, ma anche di “testimonianze” d’ogni tempo, comprese ovviamente le contemporanee. Libri, antologie, riviste, scritti e lettere autografe , dischi, quadri, sculture rendono l’ ambiente di via Pace denso di atmosfere e suggestione. Fatto insolito, alla attività museale vera e propria è affiancato uno spazio con funzione di Galleria d’Arte, una scelta che propone con convinzione l’istituzione museale come spazio dialogico e dinamico, disponibile al contagio e alla metamorfosi. In pratica un “dispositivo” più che un “contenitore”. Aperto e attivo, da poter innescare processi di trasformazione e di transizione, contravvenendo alle logiche del consumo e della globalizzazione o come sostiene Massimo Silvotti, direttore del Museo, poeta, critico,, filosofo di fede buddista, artista (ricordiamo una sua esposizione a Palazzo Farnese con lo scultore Abele Vadacca di Orio Litta) fulcro di “memoria e rivolgimento”. Da essere un laboratorio credibile di interpretazione e di costruzione prima ancora che di ostensione del significato.
Su questa linea sabato 27 settembre (ore 17) Amedeo Anelli presenterà le opere di Fernanda Fedi e Gino

GINO GINI: "Meteo n.9", 2009

GINO GINI: “Meteo n.9”, 2009

Gini, mentre sabato 18 ottobre (ore 17) l’incontro sarà dedicato alla collana Le Hasard (ed. Archivio Libri d’Artista, Milano), realizzata dai due artisti a più mani con la collaborazione dello stesso Anelli e dei poeti Freixe e Oldani.
Accennando alla “maestria verbo-visuale” della Fedi, Anelli ne mette in risalto l’”energia del tracciare” e i risultati di “estrema distillazione e raffinatezza, stile e memorabilità” raggiunti. Individuando una “dinamica plastica” di segni “che vanno dall’ombra e dall’oblio verso il luminoso e l’ostensivo”, raccogliendo “l’ibridarsi di molte culture e tradizioni”.

Di Gini, Anelli sottolinea il metodo, quello di “seguire le modalità del pensiero e del concetto” e di “imbastire percorsi e decostruzioni”. Gini, sostiene il critico “non si ferma al momento negativo o a quello meta-narrativo e desublimante”, ma “nell’attraversamento della storia, della tecnologia e quant’altro, pone un nuovo ed ipotetico progetto, un avviamento di senso”.

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