GLI “ASSEMBLAGES” DI MARGHERITA ARGENTIERO: L’ARTE DI RIORDINARE IMMAGINI


ARGENTIERO M ComposizioneNata a Ostuni (Br) Margherita Argentiero è conosciuta nel lodigiano come logopedista,

IL CITTADINO - Cultura&Settacoli 3 luglio 2014

IL CITTADINO – Cultura&Settacoli
3 luglio 2014

professione che svolge da oltre una trentina d’anni. Non da altrettanto si occupa di disegno e pittura, e solo da una cinquina d’anni si è fatta conoscere con personali al Cesaris di Casalpusterlengo e al Viaggiatore di Sant’Angelo Lodigiano, e si è distinta pure all’interno di Semina Verbi e di“Sirink” 1 e 2 a Casale e a Lodi ecc.
Ha catturato l’attenzione sulle proprie peculiarità espressive con un’arte che nasce essenzialmente su una delle prime innovazioni tecniche introdotte dalle avanguardie: il prelievo di elementi extrartistici e il loro “montaggio” nello spazio della rappresentazione. E’ un’arte la sua esercitata sul terreno operativo: sulla concomitanza del “pezzo” a disposizione e la sua integrazione formale con un altro pezzo disponibile, in una sorta di interscambio tecnico, visuale e comunicazionale.
Dalla combinazione di prove ed esiti l’Argentiero realizza immagini, visioni, suggerisce poesia. Associa al gusto per la forma quello per la sua enfatizzazione, attraverso un procedere in cui struttura, design, combinazione, colori mutano spesso l’investigazione del lavoro in arte.
ARGENTIERO M astrazioneIn forza della materialità, dei procedimenti, in cui convivono sottrazione e addizione, imprevedibilità e accostamento, il risultato può essere una figurazione ambigua o una forma geometrica. Può puntare sull’aspetto simbolico o narrativo, oppure sulla composizione o sul ritmo delle forme astratte. In questa sorta di collage, cui non è estranea la manualità specializzata e istruita dell’artista, viene esaltata come essenza del fare artistico la scelta.
Sin dall’ esordio, l’artista si è imposta per la coerenza interna, l’eleganza nelle scelte, il rigore e la sobrietà nella costruzione delle immagini. Vagli che non escludono i retromondi pulsionali e rendono plausibili gli interventi di stampo informale o razionalista.
Dal 30 giugno i lavori dell’Argentiero saranno visibili al Calicantus Bistrot dell’Ospedale Maggiore di Lodi a cura di Mario Quadraroli Un’occasione per verificare (in sintesi), l’aggiunta di nuove varianti libere. Nel linguaggio l’artista include elementi qualsiasi: frammenti, tagli, residui, corpi. Ma non si limita a ARGENTIERO M Testata per lettomontature su tessuti, a integrazioni, ad allineare spessori e diametri, a collimare innesti, ordini di grandezze, a giocare gli accostamenti. Non muove da concetti, la guidano scelte di orientamento, di gusto e composizione. Il crescendo qualitativo è nitido. A seconda dei materiali utilizzati si possono ritrovare filoni diversi: quello delle avanguardie poveriste e materiche; quello delle cangianti fisionomie astratte e polimateriche; quello di carattere più enigmatico e vario.
I polimaterici hanno un gusto cristallino, proprio di certa ricerca che prima d’essere intellettuale risulta dal rapporto manuale di identità artigiana. Le composizioni ricche di forme e colore non presentano alcunché di ermetico, e neppure di inedito. Hanno la loro autenticità nel piacere dell’approccio, dell’assemblaggio, del coagulo. Il messaggio è in gran parte nella mano, abilissima nello sviluppare morbide antitesi di forme, colori e materiali e nell’impianto che va oltre il puro visibilismo e il materismo di consolidata esperienza. L’Argentiero costruisce le sue strutture secondo le leggi dell’ottica e del buon gusto, con tecnica fondata su un ordine mobile. Gli elementi soono posti sulla base che fa da matrice, provati e riprovati fino a trovare un equilibrio e proporzione e fondere nell’occhio varietà di disegni, modelli, sagome. Per questa via, è stabilito il primato dell’abilità tecnica, artigiana, guidata con intelligenza, senza evocare significati o stati d’animo particolari. Ma neppure senza escluderli.

 

Margherita Argentiero, Calicantus Bistrot,Osperale Maggiore, dal 30 giugno al21 luglio – La mostra è accompagnata da opere di scultura di Tonino Negri, Olga Varalli,Ornella Bernazzani, Mario Diegoli, Gregorio Di Mita

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