“CAOTICA”: ARTE SCHOW” AL SAN CRISTOFORO DI LODI


Pino Secchi: "Mandala", 2014

Pino Secchi: “Mandala”, 2014

35 ARTISTI
TRA LINGUAGGI INNOVATIVI, ISPIRAZIONI
E TEORIE

 “Caotica”, è stata chiamata caotica la rassegna di una trentina di artisti italiani contemporanei inaugurata sabato al San Cristoforo a Lodi. E caotica lo è, ma non troppo, almeno nelle sinapsi della lettura.
“Nella nostra esistenza, caotica e babilonica torre dai destini incrociati, si può scoprire uno degli aspetti, a mio avviso più affascinanti e poetici, della teoria del Caos” . Così Ruggero Maggi, che ha ideato, progettato e curato l’allestimento con il coordinamento di Mario Quadraroli, per conto delle attività culturali del Comune di Lodi e della “ex” Provincia. La “teoria”, cui il curatore fa cenno, è del matematico americano Edward Lorenz, che scopri gli “attrattori strani” per cui nel modello globale ad ogni azione corrisponde una reazione, un disordine ordinato. Ovvero, l’effetto farfalla. Ossia, come piccole forze possano essere amplificate in altre di grande entità.
All’uso del termine caotico siamo abituati. Ce ne serviamo quando parliamo delle nostre città, del traffico, delle leggi del Parlamento, di certi lavori di finzione, spesso anche di poesia. In arte – considerata fino a ieri materia umanistica, messa in una cornice storica di conoscenze oggettive, di sapere e cronologia, di entusiasmi sentimentali e cortei di stili -, se ne faceva poco uso. Fintanto che sulla scena non sono apparsi i profeti delle avanguardie informali, dello strutturalismo (neo e post), del decostruttivismo ecc. che hanno avuto profusione visiva attraverso le infinite rifrazioni del fare, delle aspirazioni, delle sperimentazioni e delle conquiste.
Al San Cristoforo c’è di tutto, si respira una atmosfera introvabile nelle così dette mostre “tradizionali” e linguaggi proiettati all’attualità. Tra i trentacinque presenti – tra essi il fotografo creativo lodigiano Pino Secchi, Diana Danelli e Mario Quadraroli – c’è diversificazione: c’è chi punta sui materiali, chi sui concetti, chi all’approccio inedito, chi spolvera tradizioni, chi considera l’arte un quiz, chi una questione personale, chi le conferisce valore, politico, chi di memoria o di folclore, chi di scambio spirituale, di identità, di lavoro agonistico… Non ci sono riti nè travolgenti né misurati. Qualche caso di snobismo forse. Ma è altro discorso. Nell’insieme si respira un “sentire” di simbolismo con connotazioni poetiche e filosofiche e cifre esoteriche. Non a caso molti in rassegna ( Baroldi, Bergamini, Bertola e Vitacchio, Biffi, Bussadori, Canosburi, Capiluppi, Corradini, De Palma, Dealessi, Diotallevi, Paci, Pezzoni, Testori e Tornaghi) hanno già partecipato nel febbraio 2013 a “Tibet”, alla Biblioteca Laudense. Impossibile dire di tutti: Marica Albertario, Piergiorgio Baroldi, Luisa Bergamini, Carla Bertola Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi, Nirvana Bussadori, Rosaspina B. Canosburi, Silvia Capiluppi, Flaminio Da Deppo, Teo De Palma, Albina Dealessi, Marcello Diotallevi, Isa Gorini, Oriana Labruna, Filomena Longo, Clara Paci, Lucia Paese, Armando Pelliccioni, Gloria Persiani, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Tiziana Priori – Simonetta Chierici, Jeannette Rütsche, Pino Secchi (unico lodigiano), Gianni Sedda; Cesare – Leonardo – Lucio Tiziano – Simone – Serafino; Roberto Testori, Diana Danelli (ticon3), Micaela Tornaghi.
A “Caotica” si possono cogliere diversità di stili, di tecniche, di concezioni, di linguaggi, di atmosfere, di identità, di percezioni, di materiali. Alcuni giocano con gli “assoluti”, altri smontandoli. Possibile solo qualche veloce citazione: la febbrile attività di Roberto Testori è in quattro pannelli; vibranti di energia le teche realizzate da Filomena Longo; Diana Danelli del collettivo ticon3, è l’autrice di “Rosa rosae 143” di vivace comunicativa; Mario Quadraroli, induce a soffermarsi su una sequenza che mutua impronte diverse; Pino Secchi ripropone un mixaggio fotocompositivo presentato a Venezia, di efficace esito espressivo; la bresciana Marisa Pezzoli propone lettere dell’ “alfabeto”. il concettualista romano Teo De Palma si cimenta con immagini non convenzionali; il rifiuto della turbolenza emozionale della milanese Tiziana Priori, già colta a Bertonico (Naturarte), si saggia senza ampollosità con Simonetta Clerici; materiali poveri (cassette registrate) costituiscono la testimonianza offerta da Giorgio Biffi.

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