PAOLO MARZAGALLI A DIECI ANNI DALLA MORTE


PAOLO MARZAGALLI: "Interno con figure", olio su tela, 90x100

PAOLO MARZAGALLI: “Interno con figure”, olio su tela, 90×100

Domenica 1 giugno al Castello di Fombio all’interno di “DecreTento” (fiera della decrescita, dell’artigianato e dall’autoproduzione) si aprirà la mostra “Gong II. Percorsi dell’Arte Contemporanea” a cura di Amedeo Anelli.
In esposizione saranno lavori di Edgardo Abbozzo, Giacomo Bassi, Andrea Cesari, Franco De Bernardi, Gianfranco De Palos, Fernanda Fedi, Gianmario Ferrari, Mario Ferrario, Gino Gini, Paolo Marzagalli (nel decennale della morte), Pierluigi Montico, Pino Secchi, Giulio Sommariva, Gianfranco Tomassini, Riccardo Valla, tutti o quasi tutti artisti ben noti ai lodigiani. Le opere presentate aiuteranno a rinverdire l’attenzione sugli autori, a risvegliare curiosità attorno alle loro singolari produzioni, a dividere l’ attenzione per categorie e classificazioni: quelli che pongono interesse ai fatti quotidiani; quelli che muovono (o si sono mossi) da una concezione della vita: quelli che rimandano per figurazione agli sviluppi della pittura, propongono immagini di fluidità e cercano l’espressione nella autonomia dei linguaggi

Paolo Marzagalli ((foto F.Razzini)

Paolo Marzagalli ((foto F.Razzini)

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La scelta di Anelli offrirà una posizione comunque d’insieme. Servirà al visitatore per scoprire come attraverso evoluzioni, approfondimenti, ribaltamenti, un nucleo di artisti locali – in particolare Cesari, Montico, De Bernardi, Ferrario, Marzagalli – sia arrivato ad accompagnare l’adozione di mezzi diversi per costruire nuove immagini.
Significativo poi l’omaggio che “Gong II” renderà a Paolo Marzagalli a dieci anni dalla scomparsa. Marzagalli è stato (con Maffi, gli scultori Staccioli, Corsini, Mauri, Paolo Costa e ad Angelo Frosio), l’artista che ha introdotto nel lodigiano (grazie anche all’appoggio del gallerista Giovanni Bellinzoni) un diverso modo di guardare e intendere l’arte; di distinguere il presente dal passato, la bellezza attuale rispetto a quella passata, studiando soluzioni originali e insolite che hanno legato il suo discorso pittorico alla condizione umana. Attraverso rappresentazioni di sottile tensione, collocate in una orditura originale, l’artista ha contribuito a far passare in città la distinzione tra modernità e attualità. Marzagalli è stato uno dei pochi che hanno gettato semine d’ avanguardie, che altrove risultavano mature ed erano colte mentre da noi erano coltivazione sconosciuta.

 

          Aldo Caserini

 

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