LUISA CORNALBA (papiers collès), DOMENICO MANGIONE (collages)


LUISA CORNALBA: Natura morta, papier collé

LUISA CORNALBA: Natura morta, papier collé

I papiers collés e i collages con cui Luisa Cornalba e Domenico Mangione hanno inaugurato sabato all’Angelo (via Fanfulla, Lodi) non hanno nulla di trasgressivo o di militante, seppure rappresentino una sorta di dispetto fatto ai divulgatori e agli incasellatori di muffe che circolano sotto il campanile. Selezionati con acume ed esperienza, sono un arricchimento di spirito ed eleganza e aiutano a comprendere il “gioco” attraverso cui l’artista libera l’immagine.

Non sempre arte e pittura hanno bisogno di parole: attraverso lo scorrere di ritagli di carte, di polveri, frammenti e paste, i lavori dei due lodigiani rivelano come sia possibile dare suggestione a immagini attraverso semplici basi di materialità e accorgimenti tecnici, da non richiedere “letture” particolari.
In una differita campionatura, la Cornalba e Mangione hanno raccolto quello che sin qui, con continuità, è stato il loro percorso artigianale-artistico attraverso un gruppo di variazioni poggiate sulla materialità e sulla fisicità rese cardine della fruibilità della loro arte. La mostra è tutta impostata su manualità, materiali, procedimenti, esperienze e verifiche. Perciò è insolita e da vedere, perché pensata e organizzata non sulle poetiche ma sulla tecnica del ben fare.
La Cornalba celebra con frammenti e ritagli l’ attitudine al “montaggio” e alla composizione. La carta non è più supporto o utilizzata complementarmente, ma come materia prevalente, entità fisica del lavoro stesso. Cubisti, futuristi, surrealisti ne fecero uso per infrangere la tradizione e introdurre il cambiamento; nella Cornalba l’’accostamento dei ritagli (figurativi o forme geometriche) non punta a sostenere l’aspetto narrativo o simbolico o a rinforzare il ritmo delle composizioni, ma a dare credibilità a una specializzazione artigianale a cui assegnare significati sensitivi, geometrici, lirici.
La mostra dell’Angelo ha sua particolarità precisa: intende favorire l’osservazione dal punto di vista del procedimento e dei materiali. Nei due espositori materiali, procedure e tecniche costituiscono, non da oggi, un unicum processuale. La tecnica tradizionale viene rifiutata a favore della artificialità e della fisicità. Da tempo Mangione rende i materiali compartecipi di una creatività fatta di accostamenti di frammenti recuperati. Dopo l’incollatura l’intervento ridotto al minimo lascia integra la partecipazione del brandello materiale così com’è. Gli esiti sono dati dal combinarsi insieme di frammenti, pezzetti, frantumi di terre e paste. Si può notare come anche in questo caso però l’ occasionalità sia controllata da una stesura sensibile e serrata al tempo stesso. Volendo c’è anche dialettica tra monocromatismo e materia, tra elemento casuale o accidentale ed elemento continuativa o reiterato. L’articolazione dei segmenti può persino suggerire luoghi immaginari. Ma sono il risultato dell’associare materiali e sperimentazione.

 

Aldo Caserini

PAPIERS COLLÉS E COLLAGES :Le “Carte” di Luisa Cornalba E Domenico Mangione All’angelo (via Fanfulla Lodi) – Fino al 25 maggio

 

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