LUCA ARMIGERO: “ZONE D’OMBRA” . UNA INSTALLAZIONE ALLA GALLERIA PLACENTIA ARTE


Luca Armigero

C’è chi, visitata la casa-studio di Luca Armigero alla Cascina Callista di Lodi, assicura non potranno esserci elementi di vera sorpresa nelle sue mostre, o meglio, nei suoi lavori recenti, quasi sempre condotti sul doppio-triplo-quadruplo binario delle “ seduzioni”, “ridefinizioni”, “caratterizzazioni”, “precisazioni”, tradotte sulla linea simbolica del “recupero” e sulla progressiva conquista di senso, di poeticità e di “visual” o dei corrispettivi sintetici in italiano che significano “rendere un’immagine”
Laureato sette anni fa a Brera con una tesi sulla Visual Art (tutor il performer Francesco Correggia), Armigero, classe 1981 ha subito cercato evidenza attraverso la partecipazione a una serie di iniziative tematiche che gli hanno garantito una esplorazione dei modelli presenti nell’arte del nuovo secolo, suggerendogli, in particolare, un ritorno al genere che rivisita capitoli dell’espressività attraverso oggetti e non-oggetti, ambientazioni e comportamenti, individuati di volta in volta nell’ampia mappa delle esperienze dell’arte povera e filoni similari. Naturalmente non un ritorno puro e semplice, di culto stereotipato del “riciclaggio”, ma zumando su ciò che all’osservazione normale sfugge o può sfuggire.

Luca Armigero: "Zone d'ombra", installazione, 2014

Luca Armigero: “Zone d’ombra”, installazione, 2014

A partire dalla mostra all’Archivio Storico del 2006 curata da Maria Laura Gelmini, Armigero ha messo insieme una serie di partecipazioni tematiche che lasciano presagire lo sfondamento di una barriera e il passaggio ad un’altra logica, incoraggiando ad affrontare altri spazi, altre dimensioni concettuali, unica possibilità consentita oggi di continuare la ricerca del nuovo, I lavori di Armigero hanno raccolto interesse al Museo Ettore Archinti (“Mi son perso tra le nuvole”, 2011), al Palazzo della Triennale (“Ex-polis”,2011), all’Art Kitchen (“Partito eroes”, 2012), alla Galleria Antra di Milano (“Di cose cosmiche”, 2012), Nel 2013, a “80” al Centro Bipielle e al Soave di Codogno (“Rebus naturae”), e, quest’anno, al Soave (“Fluanta”) e allo Spazio Oberdan.
Sabato ha inaugurato alla “Placentia Arte” di Lino Baldini (via Scalabrini n.116, Piacenza), galleria nota per presentare e sostenere artisti emergenti, “Zone d’ombra”, una intallazione di lampadari in disuso che rievoca – in relazione alle immagini fotografiche che ne ritraggono la collocazione originaria -, un’eredità immateriale. Rivestiti di polvere e ridotti a oggetti disfunzionali, i lampadari sono rimessi in condizione di uso, senza che ciò appalesi una appartenenza all’ambiente. Salvati dalla distruzione – luce, forma, figura e immagine – sono reinseriti in un habitat dove resistono vaste zone d’ombra. La luminosità artificiale garantisce dalla oscurità totale ma assurge a simbolo dell’abbandono e dell’esclusione della condizione umana.
Il lavoro di Armigero risulta ben costruito e suggestivo, e conferma, oltre che corrispondenza alle varianti teoriche, la preferenza per oggetti poveri quali elementi attrattivi e di concentrazione del logos.

Aldo Caserini

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One thought on “LUCA ARMIGERO: “ZONE D’OMBRA” . UNA INSTALLAZIONE ALLA GALLERIA PLACENTIA ARTE

  1. Johnc235 ha detto:

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