I “LEGNI” DI UGO MAFFI IN MOSTRA


UGO MAFFI:  Silografia, prova d'artista,, 1995

UGO MAFFI: Silografia, prova d’artista,, 1995

Un modo diverso per vedere e valutare un’opera silografica è coglierne gli aspetti strettamente tecnici, che permettono l’apprezzamento del linguaggio. Alcuni dei “legni” che sono serviti a Ugo Maffi per le sue silografie, sono visibili alla Galleria&Gioielli di Mauro Gambolò in corso Roma a Lodi. Permettono non solo una valutazione tecnicamente positiva delle stampe prodotte dall’artista, ma un apprezzamento proprio, legato alla struttura fisica dei legni di filo, agli strumenti usati per incidere (sgorbie e coltelli), alla tecnica di inchiostrazione e stampa.
Analizzando da vicino i legni esposti si può capire il successo di una stampa con il sistema a rilievo. Il perché di effetti, schiacciamenti, trasparenze, rilievi eccetera presenti nel foglio finale. Gli eventuali “trucchi”, che sono parte del mestiere di ogni artista, introdotti nella fase di stampa (esempio le garze), che danno un sapore particolare al linguaggio.
Altri indizi forniti dalle matrici di Maffi sono connessi alla procedura di inchiostrazione e si possono cogliere attraverso i passaggi e le sovrapposizioni dei colori e gli spessori dell’inchiostro trattenuto dai legni, dalle cavità della matrice e dalle parti piane.
Altri elementi si colgono invece dalle irregolarità naturali del legno, da accenni di tarlo, fenditure, nodo, venature, insieme a leggeri interventi di “sgorbiatura” e “bulinatura”, elementi tutti che Maffi evidenziava come elemento espressivo.
Va da sé poi che i legni rivelano in alcune loro parti la forza richiesta all’artista dalla lavorazione. E questo anche nel caso dei legni teneri ( faggio, acero, ecc.) più facili da lavorare e preferiti quindi dal silografo.
Attraverso i suoi legni, Maffi rivela di essere stato un incisore nel senso più pieno, che ha saputo affrontare un materiale che opponeva al suo strumento una resistenza diversa che non la carta alla penna o la cera stesa su lastra. L’energia è l’elemento più visibile e più vitale della sua silografia. La si apprezza soprattutto nei tagli negativi, nelle tracce spesso libere degli strumenti d’incisione. E’ la cifra essenziale della silografia moderna. Dall’artista lodigiano intesa come arte di creazione e non di riproduzione.

Aldo Caserini

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One thought on “I “LEGNI” DI UGO MAFFI IN MOSTRA

  1. gambolomauro@tiscali.it ha detto:

    CIAO ALDO,

    TI RINGRAZIO PER IL BUON ARTICOLO E PER LA VELOCITA’:-)

    mauro gambolò

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