Gianmario Ferrari, percorsi e attraversamenti


Gianmario ferrario

Gianmario Ferrari nel suo studio

Gianmario Ferrari viene riproposto all’ I.I.S. “Cesaris” di Casalpusterlengo all’interno della dodicesima edizione del ciclo “Cesaris per le Arti Visive”.  Oltre il muro”, questo il titolo di un’opera del borghettino e dato alla mostra che si apre il 18 marzo prossimo e che si inserisce,  a cura di Amedeo Anelli, nei festeggiamenti per il mezzo secolo dell’Istituto. La scelta è quella di andare oltre il muro della cronaca e della storia, delle vicende novecentesche e dell’attualità, così il curatore riassume il senso dell’esposizione e la scelta  dell’artista:  “Scomposizione e ricomposizioni di figure e di corpi e corporeità. Dal corpo grande, al corpo parcellizzato, in un attraversamento del clima informale e delle cromie della grande tradizione figurale ed aniconica novecentesca”.
GIANMI – questo lo psedudonimo dell’artista – è del 1956 e risiede a Borghetto Lodigiano. E’ dei pochi che non nasconde, a differenza di molti suoi colleghi, d’essere  autodidatta e di interpretare percorsi diversi, senza rendersi schiavo dei modelli, tenendosi anzi a debita distanza da correnti, gruppi o tendenze. La sua è una pittura dalle molte “parentele”, che l’artista non fa venire troppo in luce, ma che tiene semplicemente sotto traccia, manipolando lo stile, trasfigurandolo, commutandolo, mescolandolo con altre cose, facendo il pieno con intelligenza, sensibilità, tradizione, contorsioni, colore, spazio.…
Ferrari provoca onde di forme e segni che sembrano nascere da un processo di scrittura ipnotica, da un automatismo inconscio che si aggruma e addensa in corpi frammentati, in icone leggibili, eppure instabili, evanescenti, anche se riconoscibili nelle deformazioni che ne tratteggiano con sapiente identificazione, quasi rispecchiata condivisione, la singolarità psicologica, i segreti tormenti, il vagare dei pensieri. E’ un pittore uno che risucchia di volta in volta emozioni, forme,  suggestioni, un confine, un racconto e che alla fine riesce  a parlare con sincerità della vita e della pittura.
Ci sa fare, e lo fa bene. Con tele invitanti nel colore, costruite con abilità e artificio nella scomposizione, coordinando le forme nello spazio. La traccia è figurativa, i rispecchiamenti a volte surreali a volte pop, possono persino richiamare la computergraphica, evocare con giusto grado fantasia,  mistero e realtà
Essere allo stesso momento conforme alla tradizione, aniconica, astratta, perversamente decorativa. Passare dal pathos alla profondità, alla visione, al vistoso ornamentale.
Ferrari compone, scompone e ricompone figure, corpi, cose. Non solo quelli. Con quelli costruisce enigmi fisici in atmosfere e spazi puliti, razionali, deserti. Le sue tele si prestano a diversità di letture. Ricreano atmosfere. Ma non scarseggiano le idee, abbondano e la pittura anche, sventola come una liberazione, non è una trappola.
Dice Anelli: « Ferrari mostra una qualità della pittura e della sensibilità che sa coniugare tradizioni differenti in una resa stilistica che non è mai semplice esercizio di capacità  e qualità, ma scavo del reale e sintesi di sensibilità».

 

Gianmario Ferrario – Oltre il muro” – I.I.S. Cesaris – Casalpusterlengo – Inaugurazione martedì 18 marzo – Fino al 5 maggio

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