CERAMICA VECCHIA LODI DI PISATI &MINETTI


Ceramica Artistica Lodigiana Vecchia Lodi: il pannello di ceramica  con dedica  della fondazione del convento benedettino

Ceramica Artistica Lodigiana Vecchia Lodi: il pannello di ceramica con dedica della fondazione del convento benedettino

La ceramica d’arte
per EXPO 2015

Ancora oggi si dice Baggio e il pensiero va veloce alle grandi fabbriche del passato di questa periferia milanese, all’Isotta Fraschini, alla De Angelis, alla Borletti, alla Cucirini, alla Salmoiraghi eccetera. Ci si dimentica facilmente che prima ancora Baggio fu un borgo agricolo, ricco di vecchie cascine, storici monasteri e antichi mestieri. L’intensità delle politiche cementifere milanesi non lo ha del tutto cancellato dalla memoria dei baggesi, tanto che dalla collaborazione tra l’Associazione Il Diciotto con  la Ceramica Lodigiana Vecchia Lodi di Pisati & Minetti, sono da tempo impegnati a ravvivarla attraverso un progetto rivolto a far conoscere la storia della borgata, le trasformazioni sociali ed economiche prima che arrivasse l’ anonimia di tanta edilizia urbana.
Questa aspirazione alla “identità baggese” non è frutto di nostalgia, non è un’improvvisa voglia di “paese”, bensì desiderio di affermare i caratteri del proprio percorso urbano. Da qui la decisione di arredare l’ex-borgo (ora inglobato nella zona 7 di Milano) con ceramiche artistiche capaci di produrre sensazioni diverse da quelle prodotte dai grandi condomini e dei capannoni
La scelta della ceramica come “forma di comunicazione” per realizzare un progetto in grado di rendere visive alcune notizie della storia dell’ex-borgo nacque negli anni ’80 dalla proposta della Cooperativa “Il Diciotto”, suggerita da una ceramica esistente nei disegni di Luigi Laudanna. Una successiva ricerca alla “Bertarelli” portò a individuare i disegni di Roberto Focasi incisi da Luigi Rados nel 1830 che, lavorati e tradotti in ceramica, ora ingentiliscono quel che resta del vecchio Borgo, togliendogli quel senso di disadorno proprio delle periferie.
Come si ricorderà, alla prima parte del progetto furono coinvolti alcuni ceramografi lodigiani ( Pier Antonio Manca,  Loredana De Lorenzi, Elena Amoriello, Bruna Weremeenco).
Nella prospettiva di Expo 2015 il CdZ di Baggio, affidò alla Ceramica Vecchia Lodi di Pisati, Minetti & C. la realizzazione di un grande pannello (180×120), che traduce Il Cantiere di Morena: un lavoro largamente apprezzato per la funzione costruttiva, la qualità e  l’intensità cromatica, la resa plastica dei volumi e la distribuzione rigorosa dei valori grafici.
L’approssimarsi di un evento mondiale quale Expo 2015 ha fornito nuovo slancio al “progetto ceramiche” coordinato dalla associazione Il Diciotto e trovato nel laboratorio di San Fereolo la manifattura in grado di assicurare traduzione a una impegnativa partitura a episodi, intesa a raccontare la storia del cibo prodotto per sussistenza fino  al Monastero Olivetano insediato a Baggio nel luglio del 1400 ad opera di donazioni di Balzarino  Pusterla. La raffigurazione realizzata dai maestri ceramisti lodigiani nel primo dei tre pannelli, mostra la costruzione del monastero, ripreso da un affresco  della foresteria del convento della casa madre a Monte Uliveto Maggiore di Siena ( opera rinascimentale del   pittore Antonio Bazzi detto il Sodoma).
Il pannello, sviluppato in tondo, ha un diametro di oltre 1 metro  e si  appoggia ad una pergamena che racconta la storia  del cantiere e del monastero. Esso va ad  aggiungersi ai 24 racconti parietali già installati per le vie di Baggio per complessivi 80 metri quadri. L’opera è accompagnata da due altri due pannelli descrittivi. La seconda ceramica racconta i nomi di alcuni contadini vissuti nel 1206 “omnes de loco nel borgo di Badagio” ripresi da una pergamena conservata alla Biblioteca Ambrosiana e  mette in evidenza i frutti del borgo su una rustica e semplice tavola, con scodella, coltello, e cucchiaio di legno. Una terza ceramica, ricorda invece i braccianti  muratori, operai, contadini, sabbioneti, segantini, che si riunirono  in casa del signor Bossi, dove formarono la prima “Società Anonima   Cooperativa L’edile di Baggio”.
Con occhio e mano guidati dalla migliore tradizione ceramistica Pisati e Minetti hanno dato convinzione al racconto, superando con maestria le difficoltà del lavorare in tondo. Procedendo dopo la cottura al disegno: uno spolvero sinopia, primitiva traccia per  il colore come fosse un affresco. Considerando che i colori in cottura si alterano, la bravura dei ceramisti si conferma attraverso l’abile pennellata e il grado di immaginare il colore finale nelle tonalità desiderate.
Dunque, un nuovo manufatto della Ceramica di Pisati e Minetti persuasivo e attraente per la stesura e l’integrità della tensione figurale che fa scattare meccanismi evocativi e di divagazione fantastica. Toni, plasticità, composizione,  movimentano il racconto e conferiscono qualità aggiuntiva alla qualità propria della ceramica.  Insomma, una fatica perfettamente riuscita. L’ opera verrà inaugurata a Baggio la prossima primavera. Assolutamente da non perdere.

Aldo Caserini

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