La potenza del simbolico nelle donne di Olga Varalli


Olga Varalli. Donna in rosso"

Olga Varalli. Donna in rosso”

Olga Varalli, attualmente in mostra con cinque lavori al Calicantus bistrot dell’O.M. conferma quel che sapevamo: d‘essere un’artista basilarmente plastica, che nelle forme (con poche eccezioni) recupera il rapporto tra classicità e modernità. Ma è artista che sa anche dare riprova di raccontare in prima persona lo sguardo al femminile, uno sguardo che non rimuove ma si alimenta della potenza del simbolico e sa comporre il vissuto, che è carne e sangue, anima razionale e psichica.
Dalla creta, la scultrice ottiene ciò che vuole, soprattutto evidenzia la silenziosa rivoluzione condotta dalle donne come madri, figlie, amiche, come corpo, sentimento, pensiero. Come “enigma”. Che non vuol dire incomprensibilità, ma solo che nella donna sono compresenti, in un arco in tensione, opposti in accordo. Cosa che gli riesce e che fa senza stancarsi della sua bravura, visto come  sa tornare su moduli usandoli, lasciandoli, riprendendoli con eleganza di modulazioni.
Nelle opere esposte,  sembra avvicinarsi con pensieri ed emozioni a un vecchio libro curato da Silvia Vegetti Finzi (Psicanalisi al femminile) in cui grandi scrittrici descrivono sentimenti, inconscio, eventi al femminile, senza assecondare il gusto (il rischio) del nostro tempo. Si spiegano così Donna in rosso, Donna in nero, Donna con bambini, tre sculture di ridotta dimensione (una cinquantina di centimetri) che danno materica prova di un afflato autentico con cui miscela elementi, situazioni, pensieri, “temperature”, alterità e traduce la presenza femminile nella società d’oggi.
E’ un’arte pensata e coniugata essenzialmente al femminile, accompagnata da ben intonate elaborazioni da conferirle una motivazione non di semplice essenzialità plastica, come potrebbe sembrare ( e ci era parso), ma di senso narrativo e poetico, che ha senz’altro funzione di sostegno da suggerire significato altro da sé. Riesce e convince l’abilità con cui nel saper “fare bene” la Varalli guida la manualità a dare forza espressiva in chiave interiore, da rinunciare al possibile  “impeto” che potrebbe condurla allo stile.
Al centro della produzione è la donna pensante, senza mai ricorrere all’iperbole, resa con morbidezza e posta sotto controllo, spingendo l’immagine oltre la semplice naturalezza, donandole sobrietà lirica, gusto e forza evocativa.
Nella scultrice di Merlino l’’inventiva non va mai alla ricerca di stranezze nei soggetti, resta ancorata al limitato stupore dei sentimenti, dai quali non ci si aspetta drammatizzazioni, bensì la scossa del pensiero e della poesia. Nel raccontare non scomoda il dottor Freud e le sue inquietanti scoperte. Le atmosfere create non presentano nulla di ambiguo, scialbe curiosità o escursioni nella stranezza. Attingono le loro inquietudini dalla filosofia della vita.

 

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One thought on “La potenza del simbolico nelle donne di Olga Varalli

  1. Marialisa Leone ha detto:

    Sono contenta che ci sia stata la giusta comprensione del valore poetico ed etico dell’opera di Olga Varalli. Mi stupiva la precedente critica superficiale e soprattutto non sorretta da una corretta e diretta conoscenza dell’opera reale. L’arte, quella praticata seriamente, ha bisogno di verità, umiltà e dedizione, e questo vale per chi la fa e per chi ha la tensione a parlarne.

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