MARCO BONAFINI. DIPINGERE RITRATTI PER SCOPRIRE SE’ STESSI


  Profilo MarcoMarco Bonafini non è pittore che chieda spazio ai media per rivelare un genere di verità: dipingere ritratti di personaggi non per un definire “poetico” ma per trovare sé stesso. Trentasettenne, nato a Vizzolo Predabissi, risiede attualmente a Copiano nel pavese e coltiva radici nel lodigiano. Non dipinge finzioni, non insegue ritualismi, non affida il mondo fittizio del dipinto a quello della letteratura. Neppure è uno dei tanti indignati che s’incontrano in giro. Si è innamorato di pennelli e tavolozza e senza una rigida sacra e consacrata investitura si è dedicato alla pittura; l’ha adottata come mezzo espressivo, per aiutarsi a raccontare sé stesso con pochi elementi: poche argomentazioni, niente di straordinario, muovendosi su un terreno fatto di una umanità che giustifica sé stessa. “ Mi piace – dice – utilizzare le tonalità fredde e calde per esprimere emozioni contrapposte. Quello che faccio mi piace condividerlo e mostrarlo perché sono parte di me. Penso è che ognuno di noi ha qualcosa da esprimere con l’arte e quando l’arte ti tocca ne trai beneficio immenso.”

Marco Bonafini al lavoro nel suo studio

Marco Bonafini al lavoro nel suo studio


Con questo spirito (e tanta determinazione) il melegnanese si presenta da Roby e Katiadove negli ampi spazi del Bar Over di viale  Cadamosto a Lodi propone una serie di lavori, in prevalenza ritratti di miti del  cinema e della canzone: Charlie Chaplin, Elvis Presley, Humphrey Bogard, James Dean, Maryline Monroe, Sofia Loren , Amy Winehouse (l’ultima sua tela), Body under a red skay, Donna con cappello e insieme paesaggi, questi più mentali che reali (Terra e fiume, La città degli alberi, Autunno) interpretazioni in chiave rigorosamente figurativa, come quella che riprende il suggestivo Hopper.
Diciamo che la sua non è un’arte “nuova”. Nel senso che è oggi scandito dalla frenesia del contemporaneo in bilico tra creatività e moda, estetica e affari. Neppure è una pittura tradizionale d’indagine (dei caratteri). Tanto meno c’è traccia di altre questioni: dell’ambiguo, del grottesco o dell’osceno. Anche nello stile si coglie una certa cautela. I ritratti sono tutti orientati a un realismo asciugato, essenziale, risolto in chiave pop, sorretto da una sana pulsione alla retorica di genere e persino attento al galateo pittorico.
Possono suggerire solo di far l’occhiolino alle esperienze mediali d’oltre Oceano. Ma sono sempre frutto di una elaborazione puntigliosa, mai paradossale nella “riscrittura” dei miti dell’iconografia americana.
Bonafini  non sorprende più di tanto. In assoluto è importante non annoi. Che induca all’accettazione. Ma la sua pittura va oltre. Presenta lati gustosi, che si combinano bene con l’ambientazione, fa interagire linguaggio, pensiero, soggetto. Le tele sono realizzate con moderazione e osservazione intelligente. Certo, il pittore non è uno studioso di fisiognomica, ma sa rimanere anche distante dal zuccheroso. Tutto sommato la sua è una produzione di genere che non stanca con eccessi: eccesso di poesia, eccesso di parole, eccesso di metafora, eccesso di mestiere. Al contrario è sceltamente depurata, condensata. Costruita con linguaggio  accessibile, senza interposizioni. Senza retroterra e mediazioni, senza propositi di rivelare chissà cosa. Non ha, dicevamo, “abbondanza” di poesia, ma nelle tele la poesia non manca, nel senso che  c’è sempre un rapporto con il mondo degli umani. E non è poco. Bonafini non ha particolari indicazioni di lavoro, non è in competizione, è destinato a crescere, per ora è caratterizzato dalla semplicità e dalla lealtà. Ha dignità – fattore importante per entrare nella psicologia collettiva. Come un  sentimento religioso o la passione sportiva, si lascia incontrare e gustare. E’ in grado di prendere corpo, di assimilare e definirsi; di ampliare il proprio sguardo su altri temi e interessi. L’attendiamo.

 

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2 thoughts on “MARCO BONAFINI. DIPINGERE RITRATTI PER SCOPRIRE SE’ STESSI

  1. […] La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 21.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 8 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo. Ha caricato 366 immagini, per un totale di 194 MB. È quasi un’immagine a giorno. Il giorno più trafficato dell’anno è stato 19 febbraio con 184 pagine lette. Il messaggio più popolare quel giorno fu MARCO BONAFINI. DIPINGERE RITRATTI PER SCOPRIRE SE’ STESSI. […]

    • Aldo Caserini ha detto:

      Grazie e complimenti per la vostra straordinaria efficienza. WordPress mi ha in pugno, ma dilata anche i miei errori nell’esplorare le tante possibilità e la nuova versione. Spero non mi facciate rinunciare al cibo e al sonno. I dati mi confortano a proseguire. Buon 2015 a tutto il vostro staff. Aldo

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