“PERMANENTE” ALLA RICERCA DEL GRANDE RILANCIO


PermanenteAnche la cultura visiva, per tornare ad occupare spazi adeguati, è chiamata a fare la sua parte in un orizzonte oggi condizionato fortemente dalla crisi, e, prima ancora, dalle strutture e dai circuiti dominanti. La capacità di darsi un ruolo non subalterno, di piena e intensa attività, dipende anche dalla spregiudicatezza riflessiva delle organizzazioni private esistenti; dal loro sapersi rendere conto della necessità di esperienze più alte e definite che esplorino con forza immaginativa universi nuovi, ritrovando il piacere di muoversi tra le cose, di costruire e inventare situazioni ordinarie e insieme straordinarie.
Parlare di questi argomenti in trattoria potrà sembrare irriverente. Ma il fatto che alle pareti spicchino tele  di un certo interesse, e che a farlo siano artisti, tiene almeno aperto lo spiraglio di una più diffusa consapevolezza. Vuol dire che è caduto quell’ atteggiamento ostico verso certe forme organizzative e promozionali. Discutere in osteria della “Permanente” non è disonorevole, almeno quanto non lo è farne argomento di intrattenimento in qualche salotto bene. E’ segno della sua fama, delle potenzialità del passato e delle possibilità che l’edificio di via Turati a Milano ancora mantiene.
Rifatto da Achille Castiglioni, nelle sue sale trovano visibilità nomi prestigiosi (Casorati, Cassinari, Gola, Messina, Morlotti, Rosai, Carrà, Crippa, Fontana, Francese, Chighine, Vangi, Pomodoro, Tadini, Tallone, Attilio Rossi…), insieme a nomi di artisti  diffusi nel sudmilanese e nel lodigiano (Staccioli, Giunni, Della Torre, Motti, Novello, Sara Montani, Togo, Steffenini, Longaretti, Moro, Galbusera, Marzulli, Ghitti, ecc.
Ciò non ha impedito che negli ultimi decenni la Permanente avesse momenti di perdita di smalto. Ora sembra

Grazia Vatrisco

Grazia Vatrisco

riprendersi con un progetto che partendo dalla tradizione punta sull’arte contemporanea attraverso un nuovo rapporto col pubblico. Vi ambiscono il presidente Giulio Gallera e il direttore scultore Alberto Ghinzani che indirizzano una riattualizzazione del patrimonio e una valorizzazione delle nuove esperienze per mezzo di iniziative combinate (conferenze, concerti, visite guidate, presentazione di libri ecc.). Insieme agli altri membri del consiglio (Giovanni Bozzola, Maurizio Cucchi, Federico Curti, Pietro Gasperini,  Alberto Saravalle, Annamaria Testa, Grazia Varisco), compatibilmente con le difficoltà economiche, ci riusciranno? “Vogliamo ritornare ad essere un luogo di forte richiamo per l’arte e gli artisti”, ha dichiarato l’avvocato Gallera che punta soprattutto sulla collaborazione “pubblico privato”.
Intanto la Società di via Turati (1884), ha lanciato per il 2014 una serie di appuntamenti affidandoli alle “guide” di tre artisti soci. Grazia Varisco, Gabriella Benedini e Giovanni Campus approfondiranno la “lettura” dell’opera di De Grada, Licini, Soldati, Manzoni.

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