Impressioni brembiesi di Nadia Gandini


Nadia Gandini al lavoro

Nadia Gandini al lavoro

Nel corso di alcuni decenni Nadia Gandini ha esplorato ( a modo suo s’intende) le strutture e i confini che definiscono la percezione della realtà di Brembio. Mediante inattese variazioni di scala, unite all’uso personale dell’architetture, dei luoghi e del paesaggio, i suoi cartoncini telati obbligano, non solamente i brembiese, a rivolgere uno sguardo al mondo che sta loro attorno.
Brembiese doc,  circa un paio d’anni,  fa la Gandini, ha dato vita con Mario Gazzola, Enrico Ghini, Sergio Fumich, Barbara Alberoni, Alessandro Ghini e Sante Freschi al Circolo culturale anticonformista Andreani con lo scopo, molto semplice e diretto, di valorizzare la cultura locale. E’ una delle tante lodigiane che si occupano di fotografia e, in particolare, di arte, senza cedere troppo al mostrarsi in giro. Forse perché dipinge per puro diletto, forse perché rappresenta preferibilmente angoli caratteristici della realtà di casa sua. Oli su tela cartonati che lei chiama impressioni. e che impressioni lo sono, perché si tratta di rappresentazioni di tracce, di impronte e memorie,  già messe in mostra con  successo, grazie all’Amministrazione comunale e alla Pro Loco. In cui si trovano ricostruite vie di Brembio, cortili, cascine (Cà del Bosco, Cà dei Folli, Castello, ecc.), mulini (il Monesterolo), il convento, la piazza del Comune, osterie (come quella del Gallo), cappelle votive, la Chiesa del paese.
Se ne ricava che la Gandini è una pittrice interamente votata ad angoli, ambienti, paesaggi, abitudini e memorie;  una figurativista che si dedica a un mondo destinato (se non lo è già), a immagini destinate a risvegliare ricordi, nostalgie e, forse, anche rimpianti. Una pittrice che, senza accademia, si cimenta esclusivamente con il fascino locale, destreggiandosi ( decorosamente) tra le lusinghe del luogo e quelle naturalistiche circostanti. La sua è una pittura che da testimonianza di mestiere, e insieme anche di attenzione ai luoghi, che sono sempre ritagli di memoria.  Con essa rivela, entro sintesi mirate, una propria particolare sensibilità, trasferita attraverso una pittura narrativa semplice e di diretta comunicazione. Attraverso un linguaggio che, quando non  approda al poetico e al nostalgico, arriva a caratterizzarsi comunque attraverso effetti pittoreschi.
Nei prossimi giorni la Gandini si proporrà alle pareti del Bar Bizzo’, un locale di richiamo del centro di Lodi, esponendo una serie di lavori che, senza pretese, Gabriele Bizzoni – accorto conoscitore di formule espressive -, ritiene possano catturare l’attenzione  degli avventori e di una più ampia dei cittadini interessati  alle sfaccettature umane e di vivibilità nascoste del nostro territorio.
Con buona padronanza, sensibilità e gusto, la Gandini, benché non rinunci a inserire elementi descrittivi a volte improduttivi,  evita comunque di appesantire di iperboli le immagini nel loro complesso.  Racconta con intensità a volte un po’ rigida, manifestando una sicura tenacia nel rispettare gli equilibri e nel cogliere gli elementi di poesia. Dimostra di saper rendere atmosfere di delicatezza e di interpretazione con una pittura pulita, monocromatica, motivata e motivatrice. Come potranno presto dimostrare i suoi lavori alle pareti del “Bizzò” di via Cavour 11 (  info. tel. 3334.6484868).

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