Tavazzano, un piccolo presidio poetico tra l’Adda e il Lambro


Amedeo Anelli

Amedeo Anelli

Dedicare spazio, tempo e interesse alla poesia d’oggi, ci vuole coraggio. Un bel po’ di coraggio. Non perché manchi alla gente il bisogno concreto di poesia, ma perché la sua fruizione è oggettivamente ostacolata da una serie di difficoltà: dai linguaggi poetici da un lato e dall’altro dalla situazione perigliosa nella quale versano il libro e la lettura; oltre al fatto, e non è un mistero, che la maggior parte dei soggetti-massa che praticano la poesia in Italia tende a limitarla a un campionario spesso fatto di narcisismi e a esibizioni di gusto artificioso. In questo imbarazzante corollario (sociologico) è difficile trovare chi è disposto davvero a leggere un libro di poesia contemporanea (secondo le statistiche circa tremila contro qualche centinaia di migliaia, se non addirittura un milione e oltre),  e in chi scrive versi di praticare una ricerca informata agli stili e alle modalità espressive della fase storica. Ha una sua responsabilità anche la scuola, che non insegna più né a leggere né a scrivere la poesia, procurando non solo una generale mancanza di lessico, ma di artigianato poetico. Non sorprende che questo contesto abbia generato l’idea chiusa di poesia, oggi prevalente; l’idea di una operazione segreta, misticheggiante, limitata a una setta di “eletti”, autoreferenziale, sacra in quanto “poetica”. Sorprendente è invece che l’Autunno Culturale Tavazzanese abbia deciso di eleggere Tavazzano con Villavesco presidio poetico, con l’intento di fornire un canone ideale per quanti vogliono conoscere la poesia del nostro tempo. “On fa l’os” è affidato al coordinamento del poeta e critico lodigiano Amedeo Anelli, direttore di Kamen’, al quale toccherà nella serata introduttiva di martedì 29 ottobre, alla Biblioteca Comunale, lanciare uno sguardo sulla situazione viva e concreta, sulle voci e le riuscite prove  della poesia d’oggi, mettendo a confronto opposte o unificanti direzioni dei suoi protagonisti, e fornire quindi qualche strumento per avvicinarla. L’iniziativa, è senz’altro un tentativo apprezzabile rivolto a rimuovere gli ostacoli alla fruizione della poesia come messaggio e a far superare il così detto rifiuto istintivo della complessità difficile, i limiti personali e psicologici di orecchio, di concentrazione e di curiosità da cui siamo affetti in molti. Il presidio affidato alla custodia/tutela di Anelli parte dalla consapevolezza che se non c’è lettore non c’è poeta: e viceversa. E dalla constatazione che la scuola non offre canoni ideali e condivisi. Per cui è indispensabile che ogni lettore/poeta, trovi motivo e occasione di incontrarsi/confrontarsi, sia pure sporadicamente, con la pluralità mobile e senza gerarchie della poesia, navigando a vista dentro un arcipelago di isole che possono affiorare o in bissarsi senza preavvisi. Il presidio si avvarrà anche della collaborazione di Guido Oldani che venerdì 8 novembre affronterà con Anelli il tema della poesia di Clemente e Roberto Rebora, alla luce della poetica oldaniana del Realismo terminale. Sabato 23 allo Spazio dell’ex-Chiesetta del Viandante, messa a disposizione da Casa Idea, la serata sarà dedicata alle “Voci del contemporaneo” in onore di Laura Pietrantoni. Alle letture poetiche di Amedeo Anelli si accompagneranno le esecuzioni del Piero Bassini Trio (Piero Bassini, pf; Stefano Moresu, cb; Luca Mezzadri, batt)..
In conclusione, una iniziativa che potrebbe alla fine sorprendere tutti e rivelare come la poesia goda tutto sommato di una pulsante vitalità se non ci si limita a considerarne il contesto comunicativo, editoriale e recettivo, ma i risultati di qualche decina di autori e di autrici viventi che posseggono ottimi standard d’invenzione e di scrittura.

                                                      

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2 thoughts on “Tavazzano, un piccolo presidio poetico tra l’Adda e il Lambro

  1. “Non perché manchi alla gente il bisogno concreto di poesia…” è proprio quello che ci ha mosso, mai come oggi, in una crisi che è anche di valori, la poesia è (crediamo) un bene “di prima necessità” – grazie per il bell’articolo, che ci è di sostegno e conforto. Ass.Cult.Amici del Nebiolo

  2. Come sempre un ottimo articolo, a sostegno di iniziative valide e di spessore.

    Un caro saluto

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