ILIA RUBINI all’ex Ospedale Soave di Codogno


Ilia Rubini: "Destino"

Ilia Rubini: “Destino”

“Volti e Voci dell’Anima” di Ilia Rubini all’ ex-Soave di Codogno si annuncia come una mostra in grado di dare profilo complessivo alla produzione dell’artista. Quindi, un approfondimento di quelle che sono state le influenze dell’arte e dagli artisti del nostro Novecento su di lei. Sinteticamente, di mettere insieme quanto è stato visto al Calicantus di Lodi, all’ex-chiesa dell’Angelo di Lodi, alla  Banca Centropadana di San Colombano al Lambro, e, prima ancora al Castello Belgioioso e alla Pro Loco di Crema. Considerato il dato monocorde di quelle mostre, l’esposizione di Codogno, potrebbe però non allontanarsi dalle precedenti relazioni visive.
Su un terreno di accordi più ampi, fornire comunque un ponte tra la duplice tradizione classica e novecentista presente nei primi anni Cinquanta in alcune avanguardie figurative e la lezione del simbolismo psicologico (introspettivo, metafisico, interiore). Spiegare lo spostamento della Rubini su una figura declamabile, recitabile. Che conferma con l’aver chiamato Maria Pacifico a “dare voce” alle singole opere.
Monotematismo e monocromatismo sono lenti con cui l’artista fa cogliere l’impronta dell’animo umano. Con cui invita a investigare negli atteggiamenti espressivi ed esistenziali e in quelli che con teatralità danno rappresentazione di inquietudini e di atteggiamenti interiori.
A differenza di precedenti uscite, quella codognese dovrebbe assicurare figure meno convenzionali tecnicamente, se non altro perché annunciata come una mostra di volti che “fanno emergere l’anima”, sottratti alle classificazioni sociali e rivolti a valorizzare   verità soggettive e interiori. 
Non sono però mai stati i “fatti” a dare vita all’arte della Rubini. Dai tempi della Permanente e del Bagutta, la sua storia è sempre stata una storia di addensamenti sentimentali e di impulsi psicologici. Fatta di una pittura esuberante di scene, allegorie, simboli, personaggi, maschere. Rivolta in un certo senso a fare letteratura di significati, a certificare l’esistenza di una tensione fra vecchio e nuovo. A coniugare una ars retorica liberando figurazioni dannunziane, pascoliane, liriche: tormenti di fuoco, tensioni simboliste e spirituali, paure fisiche e argomenti segreti. Incline a una replicazione che unifica il reale l’immaginario e il simbolico e convalida la distanza dagli stereotipi realistici.

Advertisements
Contrassegnato da tag ,

Lascia un Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: