IL BESTIARIO DI 15 ARTISTI ITALIANI A VENEZIA


Una immagine dall'ampio repertorio di Vanessa Beecroft

Una immagine dall’ampio repertorio di Vanessa Beecroft

Prosegue al Museo di Storia Naturale di Venezia fino al 24 ottobre “Bestiario contemporaneo fra arte e scienze” , a cura di Gemma De Angelis Testa e Giorgio Verzotti e la direzione scientifica di Gabriella Belli.
In esposizione,  una trentina di lavori di  Mario Air, Rosa Barba, Vanessa Beecroft, Gianni Caravaggio, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Lara Favaretto, Francesco Gennari, Sabrina Mezzaqui, Marzia Migliora, Adrian Paci, Paola Pivi, Luca Trevisani, Nico Vascellari e Francesco Vezzoli, artisti accomunati dall’amore e dalla curiosità per la natura e da una tensione che conduce alla riflessione, alla provocazione, all’ironia.
Di sicuro impatto risulta Vanessa Beecroft, con una Madre Natura che nutre e protegge i suoi figli al di la delle differenze di colore della pelle, della collocazione geografica e delle origini culturali o religiose. Le fotografie di Adrian Paci e Paola Pivi puntano più sulla comunicazione: Paci “ferma” le gambe nude di una donna e quelle di un cavallo, quasi a simboleggiare il rapporto tra arte e natura e la metafora di una cultura che, spogliata di artifici, ritorna alla purezza del mondo naturale. Paola Pivi propone, invece, un’immagine di forte ironia attraverso l’accostamento di latitudini e habitat: due zebre portate in alta montagna da creare un decisivo disorientamento. “Bestie” sono anche i soggetti del lavoro di Maurizio Cattelan. Love saves lifes (I musicanti di Brema), è un’opera che allude a un atto di rivolta affidata all’amore Nel video di Sabrina Mezzaqui, “Case Gialle”,  accanto a un gruppo di animali imbalsamati, la vita naturale è documentata da uno stormo di rondini che muove una danza delicata e poetica. Della stessa autrice colpisce l’installazione Mettere a dimora: un dizionario aperto sul lemma pianta-piantare e circondato da illustrazioni floreali.
L’attenzione vien quindi catturata da  due “luminosissime” formiche alate.Ne è autrice Marzia Migliora che si è ispirata alle formiche volanti del nord Africa, notoriamente prive di vista, e che nel suo lavoro sono riscattate dalla cecità con una realizzazione al neon.
Coloocati in un percorso virtualmente paleontologico sono i due lavori di Francesco Gennari: Microcosmo, è costituito da una zolla di terra dorata adibita ad abitazione di un verme e di un ragno; Mausoleo per un verme, fotografa un inconsueto monumento funebre realizzato in legno, meringhe e zucchero. Colors Clocks  è la scultura con cui Rosa Barba  introduce alla sala dove sono disposti i reperti etnografici raccolti nell’Ottocento da Giovanni Miani, esploratore veneziano.
Le meravigliose avventure in terre sconosciute dello stesso Miani sono in relazione con il lavoro pittorico di Roberto Cuoghi, una serie di mappe sovrapposte in cui i profili dei continenti, in continue modificazioni, non coincidono a causa di errori interpretativi. Lo stesso Luca Trevisani si sofferma sul concetto di tempo e movimento: una bolla di resina blocca una clessidra, impedendo alla sabbia rosa di scorrere, e, metaforicamente, al tempo di fluire.
Di Francesco Vezzoli è Flower Arrangement (Homage to Bruce Nauman): l’installazione è costituita da un mazzo di rose rosse  sfiorite poste accanto a un pannello con delle fotografie che raccontano il percorso vitale.

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