IV BIENNALE D’ARTE DI LODI sul tema “La circolarità del tempo”


Le opere della regazzoni alla Biennale di Lodi

Le opere di Domenica Regazzoni alla 3a edizione della Biennale d’Arte di Lodi

Si sono già accesi la curiosità e l’interesse degli ambienti artistici sulla nuova edizione della Biennale d’Arte di Lodi in calendario per il prossimo novembre allo Spazio Arte Bipielle. Alla sua IV presentazione, l’evento della Associazione Monsignor Quartieri  cambiato modello e linee guida in coerenza con un progetto che ha trovato il sostegno dalla Fondazione Banca Popolare.
La Biennale del 2011 aveva ottenuto un sorprendente successo (circa 1500 visitatori) grazie a un allestimento impostato sulla dialettica e la correlazione tra generazioni, che dava evidenza all’attività di un gruppo di giovani (Andrea Mariconti, Agostino Arrivabene, Kikoko, Matteo Montemezzani, Romero Bayter, Mario Branca, Hervè Barbieri), alla presenza di una adeguata compagine femminile (Domenica Regazzoni, Simonetta Ferrante, Jang Sil Lee , Annali Riva, Gabriella Bodin) oltre che a categorie estetiche diverse per tecnica, cultura dei materiali, letteralità, territori verbali rappresentata de Giuseppe Rivadossi, Carlo Bertolucci, Giancarlo Nucci, Ivano Vitali, Angelo Palazzini, Abele Vadacca, Antonio Tonelli ecc..
Diversa linea organizzativa ed espositiva quella proposta per il 2013, con un progetto che mette a frutto e mutua da una serie di precedenti esperienze (dalla Oldrado da Ponte, alla Rassegna di grafica L’immagine e l’inciso, alle edizioni del 2007 e del 2009)), in grado di rispondere ad alcune tra le questioni ricorrenti. In primo luogo quelle portate in evidenza dalla proliferazione delle esposizioni a cadenza biennale e rivolte più a “riepilogare” o a “dilungarsi” che non a favorire il confronto e le novità. Inoltre, le mostre oggi devono apprendere dalle strategie della comunicazione. Non basta più attaccare opere ai muri. E neppure darsi un titolo di richiamo. Occorre che ad esso corrisponda un adeguata presenza nei contenuti dei lavori esposti. Non bastano più le belle immagini, serve che tutto abbia un senso coerente, Nella costante sovrastimolazione procurata dalle immagini da parte dei media nella nostra società il fruitore deve poter trovare un equilibrio tra il sentirsi assediato e il piacere di guardare e di riflettere.
La nuova Biennale d’Arte di Lodi si baserà pertanto su un programma di produzione ad hoc, su un argomento senz’altro suggestivo:”La circolarità del Tempo”. Già nel titolo essa parte con un tema importante ed anche difficile, solitamente affrontato dai filosofi. Quello dell’”eterno ritorno” è infatti uno dei capisaldi della filosofia di Nietzsche. Il ragionamento:”In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte” Naturalmente anche nell’arte.
Non ha certo pensato a Urobaldo, simbolo esoterico della “ciclicità del tempo” Gianmaria Bellocchio, presidente dell’Associazione Monsignor Quartieri alla cui forza organizzativa e scelta culturale si deve la Biennale , nel dare il titolo alla esposizione, ma al “ritrovarsi” di tante esperienze (forme, tecniche, materiali, immagini, poetiche) presenti nell’arte di ieri e di oggi. Al programma di produzione ad hoc la Biennale aggiunge perciò anche l’idea di un progetto organico che coinvolge in una sorta di partneship, istituzioni che svolgono attività nel campo dell’arte: il MIM Museo in Movimento di San Pietro in Cerro. Inaugurato nel 2001 al Castello di San Pietro dal proprietario Franco Spaggiari in collaborazione con la Fondazione d’Ars Signorini, esso documenta il panorama artistico dal dopoguerra ad oggi. L’Associazione Renzo Cortina di Milano, legata storicamente alla attività della Galleria Cortina, attualmente punto di incontro in via Mac Mahon di artisti noti e di giovani promesse che danno a Milano la possibilità di non smarrire la propria storia culturale e artistica. L’Arte Trezzo Ada e Mario De Micheli, associazione che raccoglie in collezione opere di Treccani, Zigaina, Sassu, Guttuso, Cassinari,  Cascella, Francese, Bodin, Ferroni, ecc.); e il Museo Archinti di Lodi, attualmente in progress.
Ognuno avrà uno spazio con cui gestirà autonomamente le opere dei propri artisti, passati e presenti. La Biennale ricorderà anche i due lodigiani scomparsi: Mario Ferrario e Ugo Maffi, mentre il calendario verrà arricchito da una serie di iniziative collaterali: “Incontro dentro l’arte” e “Parole e note”.

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