Carlo Bo, l’ultimo duca di Urbino che ha amato gli ex libris


L'artista lodigiana Elena Amoriello, autrice di un "omaggio" a Carlo Bo

L’artista lodigiana Elena Amoriello, autrice di un “omaggio” a Carlo Bo

ELENA AMORIELLO
TRA GLI ARTISTI ITALIANI
CHE HANNO RICORDATO
 IL LETTERATO

Pensare a Carlo Bo vuol dire pensare a Urbino. L’aver pensato a lui con un ex-libris (una piccola incisione che di solito viene incollata nella seconda di copertina di un  libro, per comprovare l’appartenenza dello stesso) è un segno elegante di grande affetto per uno straordinario raccoglitore di quelle azioni impressive di segni “precisi e identitari”.

I rincorrenti ex libris con cui sempre più numerosi artisti italiani rendono omaggio a Carlo Bo, potrebbe sollevare il sospetto di  anacronismo da parte di qualche esegeta della pratica performativa o delle dissonanze creative e del writing.  Che senso può avere nell’epoca del digitale l’idea di un ex-libris?  Dimenticherebbe, questo qualcuno, che la tradizione dell’ ex-libris è di lunga data e che l’interesse per i libri raffinati e per l’arte calcografia sono stati da Bo coltivati con amorevolezza unica più che rara. Non a caso per i suoi novant’anni volle regalata una raccolta di questi piccoli fogli firmati da Renato Bruscaglia, Walter Piacesi, Adriano Calavalle, Ernesto Treccani, Mario Logli, Renato Volpini eccetera ispirati ai “suoi” luoghi.
L’idea è tornata fresca di recente fresca in occasione del centenario della sua nascita ed aveva coinvolto nell’iniziativa un gruppo di artisti italiani, tra i quali Elena Amoriello. L’artista lodigiana ha realizzato per quella occasione, sfociata in una serie di mostre,  un lavoro simbolico che richiama l’atmosfera di una domenica d’estate, durante la sua prima permanenza a Urbino ai corsi internazionali estivi di incisione.
“… appoggiata al davanzale guardavo e respiravo una atmosfera quasi surreale: il caldo di un pomeriggio estivo, il sole che batteva sul bianco obelisco di piazza Rinascimento, uno spazio deserto e nessuna presenza nelle strade”, racconta l’Amoriello quando all’improvviso il silenzio venne rotto da una voce che urlava forte ripetendo senza sosta “E’ morto Carlo Bo, è morto Carlo Bo…”. L’immagine rimase incisa nella sua memoria, era il 21 luglio 2001. “Per me”, ricorda  l’artista, Carlo Bo “nacque il giorno dopo perché fino ad allora non conoscevo nulla di lui”. Quella atmosfera un po’ metafisica un po’ onirica si ritrova ora incisa in una acquaforte-puntasecca (“Appunti di un ricordo”), tirata in cinque esemplari per lo storico dell’ex libris Gastone Masci.
Gli ex libris illustrano e narrano e permettono di capire più a fondo la personalità di questo scrittore e studioso. Cattolico inquieto, studioso di letteratura italiana e francese, autore del saggio Letteratura come vita che ne fece il teorico dell’ermetismo, Bo ha costituito una figura di intellettuale contestato e rispettato insieme, prestigioso e influente, assertore di una letteratura che realizzasse una sua autonomia e rifuggisse dalle compromissioni con la società, la storia, l’ideologia. Esercitò il suo magistero critico e letterario per oltre mezzo secolo, da una posizione di potere, difendendo l’autonomia dell’arte e della letteratura dai politici di area.

 

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , ,

Lascia un Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: