RINO SERNAGLIA PITTORE CONCETTUALE DELLA LUCE


Rino Sernaglia nel suo studio in corso Garibaldi a Milano

Rino Sernaglia nel suo studio in corso Garibaldi a Milano

Fra il tanto parlare che si fa di pittori, può finire che resti sotto silenzio una figura autentica, una storia precisa e coerente come quella di Rino Sernaglia. Forse uno dei pochi, nel boom della comunicazione di massa, che ancora non ha una  monografia. Eppure la storia di Brera degli anni 50-80 non si potrebbe scrivere senza lui, senza il suo lavoro, condotto con senso continuo e logica acuta, da meritare d’essere studiata secondo uno strumentario esegetico anticonformista.
Rino Sernaglia è artista noto ai lodigiani: per la sua partecipazione alle Oldrado da Ponte del 1971 e 1972, per le due personali organizzategli da Giovanni Bellinzoni al Gelso (1973, 1989) e per l’evidenza strappata in alcune collettive in via Marsala degli anni Ottanta. E’ pittore presente nel collezionismo privato locale  ma anche  del Sudmilano, grazie alle esposizioni a Cascina Roma a San Donato e al Castello di Melegnano e i riscontri ottenuti un po’ su tutta l’informazione del territorio ( Il Cittadino, il Broletto, il Giornale del Lunedì, Il Bollettino della Pubblicità, Forme ’70, Dialogo Lodigiano, L’Eco Sudmilanese).
Nato a Montebelluna nel 1936, vive a Milano da giovanissimo, prima degli anni ’50 ed è considerato un “personaggio storico” di Brera. Con esclusione della fase iniziale, il colore-luce è sempre stato elemento centrale della sua attività artistica. Non nel senso inteso di un rapporto emblematico con lo spazio reale, bensì come modello concettuale. Differente dalle esperienze condotte in chiave mAPPL1h1_TqrAy-OAEzIN2Aastrattista  da altri pittori come Mauro Reggiani, per intenderci.La luce è sempre stata il suo idolo, ma anche la tecnica. La tecnica come pulizia, la tecnica come calcolo, la tecnica come integrale artificialità. E la luce. Una luce che accompagna la tecnica, la precede o la segue indifferentemente, e che s’introverte per diventare un pensiero insistente. Il centro del suo sillogismo, un pensiero non di panico ma sottile e puntuale.
Anni fa Sernaglia l’otteneva con sapientissime gradazioni di grigi fino alla lama bianca con cui chiudeva i corpi geometrici. La luminosità raggiungeva l’incandescenza bianca. Era uniforme e fredda da provocare effetti illusionistici su quei fondi piani, quasi a creare una sorta di inquietante contrapposizione tra geometria e vuoto. Negli anni 80-90 la sua ricerca si era orientata più verso esperienze cromatico-cinetiche. Poi l’artista aveva aderito al movimento di “arte madi”, un gruppo che in via Broletto a Milano promuoveva una estetica assolutamente razionale, di pura visualità, compatta e Scan_Pic0065autonoma tra forma e colore. In Sernaglia, comunque, la luce è rimasta al centro del suo impegno. Non la luce mistica, ma scientifica, tecnologica. La luce intesa come “agente attivo, pulsante, energetico”, che sviluppa sollecitazioni percettive e costringe a riflettere.
Ogni suo quadro è modulare a un altro, ogni geometria ne presume un’altra, ogni particolare è figlio di un altro. In questo produrre e procedere c’è una sorta di germinazione continua lungo i sentieri di una geometria che non potrebbe essere che “illuminante”. Ma per Sernaglia la visibilità è anche opposizione e confronto. Ha funzione dialettica. Rivaleggia con l’invisibilità. Sfiora il mondo psichico, senza escludere che l’organica energia coinvolga il mondo interiore.

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2 thoughts on “RINO SERNAGLIA PITTORE CONCETTUALE DELLA LUCE

  1. […] Rino Sernaglia, uno degli artisti nella ricca retroguardia di nomi storicicreata dal mercato, assolutamente da seguire per chi colleziona con budget ristretti, ma con sagacia. Sernaglia, giochi di luce e di forme:<In  Sernaglia la luce è rimasta al centro del suo impegno. Non la luce mistica, ma scientifica, tecnologica. La luce intesa come “agente attivo, pulsante, energetico”, che sviluppa sollecitazioni percettive e costringe a riflettere>: lo scrive Aldo Caserini  in un post del suo blog dedicato al maestro, tutto da leggere (https://formesettanta.wordpress.com/2013/07/29/rino-sernaglia-pittore-concettuale-della-luce/). […]

  2. giusy ha detto:

    speriamo che prima o poi qualche gallerista illuminato si accorga di lui. Gli altri dormono o corrono dietro ai soliti noti.

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