STEFANO BARTEZZAGHI, IL FALO’ DELLE NOVITA’


La creatività al tempo degli smartphone e dei tablet

 falo-220x367La creatività, cos’è oggi la creatività, parola fino a qualche anno fa scarsamente pronunciata ed oggi considerata una parola ricercata? L’arte di arrangiarsi, come ritiene qualcuno? Oppure un concetto, un giudizio, una regola, un enigma, una rappresentazione? Cosa si intende descrivere, determinare, discriminare, privilegiare con la parola creatività?  L’arte rispetto la tecnologia, la cultura rispetto la struttura, l’ originalità rispetto i beni in serie, l’estro. la trasgressione, l’ individualità, il gruppo, l’impresa ?
Se i nostri intellettuali (a i parte pochi pionieri) non avessero atteso gli americani per prestare attenzione ai fenomeni creativi, forse avremmo   una risposta pronta; saremmo in grado di valutare l’impatto della creatività non solo con l’economia ma anche con arte, editoria, moda, design, cinema, musica, fotografia, radio e tv, web, teatro, videogiochi, musei, turismo culturale, cucina eccetera.
Una cosa però è sicura: dopo l’invasione sopportata di tante parole inglesi, finalmente una voce  italiana ha conquistato con successo il vocabolario quotidiano. Grazie alla pubblicità che guarda all’arte recente in un costante andirivieni di immagini, come dice Angela Vattese, con sorprendente leggerezza la parola creatività  orna, aguzza, imbelletta scritti e conversazioni, avvolge di vaporosità le matasse dei  consumi culturali e commerciali.
Anche se non è voce nuova. Il Devoto-Oli, il Paravia e il Migliorini l’avevano annotata con rigore e tempismo: “Capacità produttiva della ragione o della fantasia, inventività”. Della sua esistenza si  era  accorto parecchio prima Elias Canetti (La lingua Salvata, parte V,1919-1921, Zurigo), da registrare che l’ostinazione alleata alla pazienza si trasformava in  creatività. Questo, prima dell’arrivo di Wikipendia, e prima che il consumismo se ne impadronisse valorizzandone l’ aspetto illusionistico.
Nel suo recente libro “Il falò delle novità” (Utet) Stefano Bartezzaghi  fornisce una composizione divertente e riflessiva dei significati di creatività, raccolti attraverso tweet, interviste, letture e citazioni. Dimostra come l’ampio parametro dei riferimenti della creatività possa incidere sulle nostre abitudini e relazioni.
Creatività e cultura sono due cose che camminano intrecciate. La capacità di pensare in modo creativo e di inventare  qualcosa di nuovo non è un dono di Dio, ma una conquista di chi studia e sperimenta con forza ostinata, interesse e passione. Bartezzaghi ci ammaestra ma anche ci mette sul chi va là: basta stereotipi, clichè, stampi, frasi consumate. Con humor consiglia chi parla di arte, di servirsi tranquillamente della parola, non come sinonimo di “fiamma”, ma di “falò”. Un falò creativamente acceso per lasciar posto a un altro falò.
«È molti anni che cerco di stare alla larga dalla creatività, e non ci riesco» scrive Bartezzaghi. Anche noi.

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